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Una finestra vistalago
Una finestra vistalago
Andrea Vitali 
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Romanzo, Italia 2003
360 pp.
Prezzo di copertina € 15
Editore: Garzanti , 2003
ISBN 88-11-66536-1


Garzanti

A Bellano, piccolo paese sul lago di Como, ci sono molti Arrigoni Giuseppe, ognuno con la propria vita, la propria storia ed i propri segreti. Sarà uno di loro a determinare, involontariamente, il destino di Eraldo Bonomi, operaio tessile del cotonificio del paese. Innamorato della bella Elena, Eraldo aiuta la madre della ragazza a trovare informazioni sull’Arrigoni con cui la donna ha avuto una storia anni prima. In questo modo spera di far breccia nel cuore di Elena, in cerca di un marito che la aiuti a riparare ai suoi errori e a fuggire dal luogo in cui vive. Così Eraldo, diviso tra l’amore per la moglie e la militanza politica nel PCI, sempre con la speranza di aprire una sezione del PSIUP in paese, dovrà presto fare i conti con la realtà e con le bugie che sono alla base del suo matrimonio.

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Una finestra vistalago: amore e politica nella provincia italiana

Ar.Ca.Vi stava per Arrigoni, Cattaneo, Vitali. Società anonima. Fondata nel 1919 da Quintiliano Arrigoni per lo sviluppo di progetti utili alla lavorazione della seta.
Nel 1922 i tre soci ebbero il colpo di fortuna, ideando e producendo un macchinario che serviva a disfare i bozzoli, lavoro sino ad allora eseguito manualmente.
L’anima del successo commerciale della straordinaria macchina fu il com’asco Gabriele del Dossi. Costui girava il mondo intrattenendo rapporti d’affari e d’amicizia coi corrispondenti degli industriali lariani. Amava, per questo, definirsi ambasciatore della seta.


Andrea Vitali racconta in maniera attenta e precisa una delle tante storie della provincia italiana: tra amore e sesso, politica e religione delinea un quadro della nostra società tra gli anni Cinquanta e Settanta. E lo fa con una scrittura semplice ma capace di colpire, attraverso una narrazione che svela gli intrighi poco alla volta. In un primo momento c’è un certo smarrimento, quasi una difficoltà ad inquadrare i tanti personaggi con nomi tutti uguali e le relazioni che li legano, ma si riesce presto ad entrare nella storia il cui finale risulta quasi aperto, con cose non dette che si vorrebbero sapere.
Curiosa la caratterizzazione della casa del protagonista, con la finestra "vistalago" da una parte e "vistamontagna" dall’altra, che diventa il principale punto di osservazione sull’intero paese.
Considerato l’erede naturale di Mario Soldati e Piero Chiara, Andrea Vitali dimostra la sua abilità nel saper ricreare un paese-microcosmo popolato di gente comune e nel rendere interessante la vita quotidiana di un piccolo paese. Vita che solo ad un’occhiata superficiale può sembrare monotona: ognuno ha i propri scheletri nell’armadio e le cose taciute sono più di quelle dette, pur essendoci sempre qualcuno al corrente dei segreti più grandi. E proprio il contrasto tra l’ingenuità di alcuni personaggi, che non vedono o forse preferiscono non vedere, e la falsità di altri a rendere la storia interessante nella sua semplicità, con la descrizione di situazioni e rapporti molto più profondi e complicati rispetto a ciò che una osservazione superficiale potrebbe far immaginare.


Barbara Leone  (27-12-2003)

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