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Una tortura deliziosa. Pagine sull'arte dello scrivere
Una tortura deliziosa. Pagine sull'arte dello scrivere
Henry Miller 
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Antologia, Stati Uniti 2003
302 pp.
Prezzo di copertina € 9
Traduzione: G. Almansi L. Bianciardi H. Furst B. Oddone B.Tortorella
Editore: Minimum Fax , 2003
ISBN 88-87765-76-6


Minimum Fax

Una tortura deliziosa raccoglie le più belle pagine di Henry Miller sulla scrittura, inedite o tratte dai suoi capolavori - da Tropico del Cancro a Sexus - per consegnarsi ai lettori nella triplice forma dell'antologia, dell'autobiografia ma soprattutto di un prezioso e intramontabile manuale di scrittura composto in oltre mezzo secolo di attività da uno dei più grandi autori del Novecento.

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Una tortura deliziosa: arte e libertà

Le qualità sordide imputate al nemico sono sempre quelle che noi sappiamo nostre, di conseguenza siamo pronti a uccidere, perché dobbiamo proiettarle su altri per misurarne l'enormità e l'orrore.

Le opere di Henry Miller sono sempre state un inno alla libertà di essere, prima ancora che degli esempi su carta rappresentanti la possibilità di sfondare porte e aprire menti. La libertà di essere porta con sé anche il riconoscimento di quelli che sono considerati lati ambigui della vita (il sesso, ad esempio, il difetto, l'errore, il cancro insito nella virtù) e la conseguente accettazione di essi. Non per niente l'arte di questo grande scrittore non si coglie nella capacità di spaziare che mostra il suo pensiero, ma nella profondità che lo stesso dimostra di possedere al cospetto delle zone più sordide dell'esistenza. Una tortura deliziosa è una raccolta di passi scelti che presentano una meta-riflessione su quello che dovrebbe essere il mestiere di narratore, ma che si rivela l'arte di un osservatore che è capace di meravigliarsi e di spaventarsi anche guardando dentro se stesso. E' un piacere ritrovare l'ironia e la lucidità di Miller in un contesto apparentemente nuovo, quasi saggistico, che appare anche in perfetta linea con i tempi. Mirabili le pagine sull'oscenità, che pongono l'accento su quella che è la vera pornografia, ossia la guerra. Quale momento migliore per riflettere su temi di tale portata?
Anche il "semplice" appassionato, colui che riesce ad arrabbiarsi solo scrivendo, o colui che trasporta se stesso e il mondo su un foglio di carta si riconoscerà in questi stralci e, forse, sarà ancora più motivato a guardare fuori dalla finestra.
Oggi è difficile chiamare "arte" un mestiere, farlo senza scadere nell'autocitazione o, più banalmente, creare arte attraverso il fare. Le pagine di Miller ricordano che tutto ciò è possibile e auspicabile e questo "saggio improvvisato" risulta un appello pieno di mirabile furore di un gran personaggio che amava vivere fuori dal coro.


Martina Montauti  (12-12-2003)

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