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GialloWave
GialloWave
AA.VV. 
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Racconti, Italia 2003
148 pp.
Prezzo di copertina € 10
Editore: Big Square , 2003
ISBN 88 - 90689 - 1 - 4


progettocultura.it

GialloWave è una raccolta nata in occasione di una gara letteraria per nuovi talenti della letteratura gialla, svoltasi sotto l'ala protettrice della manifestazione musicale Arezzo Wave. La prova consisteva nello sviluppare un breve racconto partendo da due incipit, uno scritto da Massimo Carlotto, l'altro da Giampiero Rigosi. Per non influenzare le scelte, il nome degli scrittori, nella migliore tradizione gialla, è rimasto sconosciuto alla giuria fino alla fine. Le storie sviluppate spesso brillano per fantasia e originalità, mentre il loro stile sembra legato alla tradizione giallistica italiana degli ultimi anni. Inoltre Carlo Lucarelli, nume tutelare di molti giovani giallisti, ha impreziosito il tutto con un breve intervento. GialloWave é una pubblicazione destinata prevalentemente ad un pubblico interessato a seguire questi emergenti giallisti. Ciò nonostante, può vantare fra le proprie pagine alcuni piccoli capolavori.

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GialloWave: nuovi talenti in gara

Fu una leggera sfumatura della voce a mettermi sull'avviso. Le avevo detto (per la quarta volta in quei giorni): "Mi dispiace proprio che dovremo festeggiare San Valentino con qualche giorno di ritardo." "Certo, lo so, ti dispiace moltissimo. Aveva ribattuto. Era stato il modo con cui aveva calcato sulla parola moltissimo. Era un termine che usava raramente e mai riferito a cose piacevoli. Quando vivi con una donna da dodici anni certe cose non passano inosservate. In viso non ero riuscito a guardarla perché mi dava le spalle mentre lardellava l'arista di maiale. (Massimo Carlotto)

I giallisti debuttanti di GialloWave promettono bene, anche se il loro stile è lontano dal ritmo incalzante della scrittura di Scerbanenco o dalla poesia di Renato Olivieri. La prova cui sono stati sottoposti non era affatto facile. I due incipit erano curiosi e bizzarri, e soprattutto ben lontani dal facilitare la costruzione di un racconto giallo. Dalle righe di Carlotto e Rigosi, infatti, sarebbero potuti nascere anche altri generi letterari, senza problemi. Tuttavia, la determinazione di questi scrittori, donne e uomini in uguale misura, è riuscita a portare a termine, con successo, un lavoro non esente da rischi. Nessuno di loro è caduto nella tentazione di mostrare un riferimento preciso ad uno scrittore di successo: tutti hanno cercato di creare qualcosa di personale. Nel bene e nel male. Gli amanti delle strutture logiche d'indagine sullo stile di Agatha Christie o di Arthur Conan Doyle si troveranno un po' disorientati davanti alla scarsa credibilità di alcuni racconti. Del resto anche Renato Olivieri fu accusato di scarso realismo quando dette vita alle indagini del Commissario Ambrosio.
In effetti il giallo italiano, che vanta una sua longeva tradizione, sembra possedere una passione particolare nel creare storie che appartengono alla letteratura gialla solo in apparenza, ma che, invece, utilizzano questo genere in maniera strumentale, per esprimere qualcosa di più complesso.


Simone Bardazzi  (20-11-2003)

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