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La città nera
La ville noire
Nicolas Bouchard 
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Noir, Francia 2001
391 pp.
Prezzo di copertina € 16
Traduzione: Piero Pagliano
Editore: Garzanti , 2003
ISBN 8811665221


Garzanti

Limonges, primi del 900. Notte. Due donne, la vedova di un macellaio ed un'operaia sono brutalmente assassinate e seviziate a pochi giorni una dall'altra. Punti in comune: i genitali amputati e l'abitudine di rispondere ad annunci per cuori solitari. Raoul Coutard, brillante ispettore di polizia appena arrivato da Parigi, deciderà di usare come esca Augustine, l'ingenua(?) istitutrice ventenne con cui ha appena intrapreso una relazione.

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La città nera: terrore nella patria delle porcellane

Il dragone si era accanito sulle parti intime della donna fino a trasformarle in una poltiglia sanguinante. Aveva colpito così forte che la sciabola s'era spezzata restando impigliata nelle ossa del bacino. Un pezzo di lama - argentato e luccicante nella penombra - spiccava ancora tra le carni lacerate.

A Nicolas Bouchard, scrittore di fantascienza alle prese per la prima volta con il genere noir, non mancano certo le idee e la passione per le ambientazioni stravaganti e i personaggi fuori dal comune.
Eccoci quindi nella Limonges dei primi novecento, città nera in cui un serial killer (parola non utilizzata nel romanzo perché ancora non presente nei vocabolari dell'epoca) semina orrore e morte. Tutto ruota attorno alla giovane Augustine, la promessa sposa dell'ispettore, personaggio molto articolato ma sicuramente ben riuscito. Ha vent'anni ed è inesperta di faccende sentimentali e sessuali, ma è disposta a mettersi in gioco al punto da trovarsi un amante per non portare argomenti troppo scarsi alla prima notte di nozze. Riserverà al lettore parecchie sorprese, imbattendosi in situazioni curiose e sicuramente molto, molto pericolose.
Interessanti le descrizioni dei metodi investigativi e della vita di provincia degli inizi dello scorso secolo qui riportati con una dovizia di particolari che è frutto di lunghi studi da parte dell'autore. Anche il linguaggio utilizzato nei dialoghi è quello dei primi del novecento e questo, in alcuni momenti, non contribuisce ad aumentare il coinvolgimento di chi legge. Comunque, La città nera è un romanzo dai tratti gotici in cui non mancano tensione, situazioni improbabili e colpi di scena, che si legge tutto d'un fiato.


S. M.  (21-10-2003)

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