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Revolutionary Road
Revolutionary Road
Richard Yates 
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Romanzo, Stati Uniti 1961
400 pp.
Prezzo di copertina € 11,50
Introduzione: Richard Ford
Traduzione: Adriana Dell'Orto
Editore: Minimum Fax , 2003
ISBN 88-87765-90-1


minimum fax

Una famiglia in un'area suburbana dell'America anni cinquanta: le liti, i piccoli dettagli della quotidianità in provincia, le chiacchiere e il fallimenti in un grande affresco narrativo.

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Revolutionary Road: family style

Il complesso residenziale di Revolutionary Hill non era stato progettato in funzione di un tragedia. Anche di notte, come di proposito, le sue costruzioni non presentavano ombre confuse né sagome spettrali. Era invicibilmente allegro: un paese dei balocchi composto di casette bianche e color pastello, le cui ampie finestre prive di tende occhieggiavano miti in un intrico di foglie verdi e gialle. Fasci di luce sfacciata spazzavano i prati, le eleganti porte d'ingresso e le curve delle automobili color panna ormeggiate dinanzi.

Revolutionary Road è una storia ad orologeria. Per tre quarti si gonfia di tensione con schegge e frammenti di un lungo e complesso rapporto di no love, come direbbero gli americani (quella situazione che non è amore e non è odio), tra marito e moglie (con due figli, e poveri i bambini). Le reciproche frustrazioni (lei è un'attrice mancata; lui è un'intellettuale ridotto al ruolo di travet) serpeggiano, con un lungo stillicidio di liti, equivoci, tradimenti e altre amenità famigliari (compreso l'improbabile sogno di fuggire a Parigi) condite dall'abuso tanto dell'alcool quanto delle parole. E' la vita di provincia, della provincia americana che Richard Yates ritrae con la stessa luce di Edward Hopper: un narratore che rimane alla finestra, non entra nel vivo dell'azione, si tiene fuori, eppure riesce a scoprire con una precisione disarmante tutto quello che succede dentro. Con la lentezza di uno di quei balli, più stanchi che languidi, che Frank e April Wheeler si concedono, con gli amici, in un locale fuori mano. Poi, nell'ultimo quarto, in fondo a Revolutionary Road, la bomba esplode e i sotterfugi, le bugie che hanno covato a lungo nei sotterranei della mediocrità deflagrano in una tragedia. A quel punto su Revolutionary Road cala il silenzio, e Richard Yates è grandissimo nel distinguere il passaggio, ma anche questa, alla fine, è una condizione spietata e crudele perché restano i due figli, Jennifer e Michael, tristi, muti e in attesa di risposte che non arriveranno mai. Sembra di vederli, ed è facile condividere quello che dice Richard Ford a proposito, ovvero che "Revolutionary Road guarda dritto verso di noi con sguardo smaliziato e ammonitore, e ci invita a fare attenzione, a stare all'erta, a badare bene, e a vivere la vita come se avesse importanza quello che facciamo, poiché fare di meno mette in pericolo tutto quanto". Un capolavoro, o quasi.

Marco Denti  (03-10-2003)

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