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Bambini infiniti
Bambini infiniti
Emanuela Audisio 
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Saggio, Italia 2003
210 pp.
Prezzo di copertina € 13
Editore: Mondadori , 2003
ISBN 88-04-51797-2


Mondadori

Cinquanta ritratti di uomini e donne di sport e quarantanove piccole e grandi di storie di vita dedicate alla competizione. Si tratta dei riadattamenti degli articoli che Emanuela Audisio, inviata speciale di Repubblica per gli eventi sportivi, ha pubblicato in circa vent'anni di carriera giornalistica trascorsa tra olimpiadi, mondiali di calcio, incontri di boxe, gare di ciclismo e tornei di tennis.

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Bambini infiniti: sport (troppo) infinito

Quando non sei mai stanco, quando pensi che non ti arrenderai ai draghi. Quando hai la lingua di fuori, ma non hai paura. Quando non sai che significa vincere, perdere, vuoi solo giocare, giocare, giocare. E' lì che ti prende il sentimento confuso che nulla può finire, che sopravviverai alla terra. Quando alzi le braccia sul traguardo, che esiste solo per te. E' in quel momento di puro sport, di prima piccola immortalità, di denso piacere. Hai incontrato l'infinito. Non c'è niente come lo sport che ti dica in tempo reale chi sei. Quanto vali. E ti sprema i sogni per farne uscire il succo.

Emanuela Audisio, una carriera nel giornalismo sportivo della carta stampata, ha raccolto gli articoli da lei pubblicati su Repubblica e dedicati a figure di atleti che hanno vissuto (ed in alcuni casi sono morti) per una gara, per una partita, per un gesto sportivo; uomini e donne che hanno dato tutto (e preso anche molto) alla loro disciplina, condannati alla perenne ricerca di quell'attimo di infinito che la competizione e la vittoria possono dare. Sono cinquanta ritratti pensati a coppie, accomunati da un destino comune, un incontro, un opposto modo di essere e di gareggiare.
In alcuni casi si tratta di storie e di destini noti, legati a grandi nomi e talvolta a grandi scandali; eppure questo libro dà il meglio di sé quando ci riporta a storie di sport dimenticate, persino neglette. Come quella dell'atleta tedesca cui, sotto il nazismo, vennero negate le Olimpiadi perché ebrea, o quella del calciatore russo che nella Kiev occupata dai nazisti nel '42 rischiò la fucilazione per aver voluto vincere una partita. Tutta questa umanità viene presentata con una scrittura che testimonia la grandissima partecipazione (che in alcuni casi sfiora l'enfasi) dell'autrice che, da giovane, ha imparato a fare giornalismo sportivo insieme ad un certo Gianni Brera, la cui tagliente ironia avrebbe tuttavia giovato a questo Bambini infiniti.
Forse sarebbe stato più saggio smorzare i toni. Che sia anche questo un certo modo di fare giornalismo, che anche il tono sincero e vivo dell'Audisio, a caricare lo sport di una dimensione troppo romantica, troppo lirica che magari nemmeno gli appartiene, a fomentare un indotto culturale sbagliato?
Sarebbe stato bello se accanto ai miliardi e alla follia autodistruttiva di Tyson, alla coca di Maradona, ai record di Bubka, al doping di Ben Johnson ci fossero stati, ad esempio, i versi, la barba e la voce solitaria di Ezio Vendrame.
Per un altro modo di vedere lo sport, o anche solo per sdrammatizzare.


Simone Veritiero  (22-08-2003)

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