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Adelante
Adelante
Andrej Longo 
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Romanzo, Italia 2003
155 pp.
Prezzo di copertina € 9,90
Editore: Rizzoli , 2003
ISBN 8817872261


Rizzoli

In un luogo del sud in cui dio è stato rimpiazzato da Domenico Cocozza detto il Piragna si intrecciano le storie e le esistenze di Mario Ruoppolo, ex operaio ora proprietario di una pizzeria, che non vuole pagare il pizzo, di sua moglie Concetta, austera e remissiva, della figlia Lucietta, che vuole fare il cinema e soprattutto andare a vivere a Roma, del figlio Michele, innocente carcerato in Sardegna. E poi ci sono Tonino, il nipote del Piragna colla sua moto rombante, la Chiattona, Mappina e l'Olandese. Non mancano registi, guappi e scagnozzi di ogni fatta.

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Adelante: mai abbassare la testa

"Non ti pago" ripeté Mario
Poi tirò lo spago che azionava il congegno.
Un istante dopo un'esplosione fece saltare per aria il carrarmato.
E con il carrarmato saltò per aria Domenico Cocozza, detto il Piragna.


Secondo breve romanzo di Andrej Longo, Adelante ripropone quel linguaggio che evoca così bene i colori e gli odori di Napoli (senza infossarsi in quella napoletanità polverosa tutta Pizza-e-Mandolino), e quella semplicità ed immediatezza che ci avevano fatto amare Più o meno alle tre.
I destini dei personaggi si intrecciano in maniera vorticosa a comporre una trama in cui si alternano violenza, pericolo, comicità e momenti di tenerezza. Il tempo corre velocissimo e non permette soste, dall'inizio alla fine. Stavolta il centro del mondo non è la pizzeria di Tòtore ma la piccola bottega di pizza al taglio della famiglia Ruoppolo, a Monterone Lido, luogo immaginario di una periferia profonda e degradata in cui il riscatto e la redenzione sembrano impossibili. A Monterone Lido i cattivi sono cattivi per davvero, non ne hanno mai abbastanza e sembrano predestinati ad avere la meglio.
Eppure vale la pena combattere, andare avanti a testa alta, non piegarsi, non pensare troppo, sapersi vendicare e credere nella giustizia. Non quella del mondo, quella secondo cui chi rompe prima o poi paga, ma quella che ognuno si fa da sè, senza ripensamenti né rimorsi.
Ed anche decidere di rischiare la propria vita per un'impepata di cozze e una bottiglia di vino bianco freddo, in una trattoria con vista sul mare.


Concetta A. Colavecchio  (24-07-2003)

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