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Quando Zumbi prese Rio
O ano em que Zumbi tomou Rio
José Eduardo Agualusa 
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Romanzo, Angola 2002
310 pp.
Prezzo di copertina € 16,50
Traduzione: Giorgio De Marchis
Editore: La Nuova Frontiera , 2003
ISBN 88-8373-037-2


La Nuova Frontiera

Nelle favelas di Rio matura una rivolta dalla prospettiva primordiale, i poveri contro i ricchi, e dai contorni ambigui, la rivoluzione insieme al narcotraffico. Sullo sfondo il Brasile di ieri, oggi e domani.

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Quando Zumbi prese Rio: Tropical Disease-guerra e pace in Brasile

Torniamo sempre ai vecchi posti dove abbiamo amato la vita. E solo allora capiamo che non torneranno mai le cose che ci sono state care. L'amore è semplice, e il tempo divora le cose semplici.

Il motivo ufficiale delle rivolte che incendiano Rio de Janeiro, a partire dalle sue favelas, è antico come l'uomo, come il mondo: la lotta per la sopravvivenza che, in un Brasile attanagliato dalle proprie contraddizioni, si tramuta in una guerra tra ricchi e poveri. Lo schema, che presuppone anche una rigorosa divisione morale, viene scardinato da José Eduardo Agualusa in Quando Zumbi prese Rio perché lascia i suoi inequivocabili personaggi liberi di attraversare le linee che dovrebbero separare e, invece, sembrano soltanto differenti percorsi di una nazione in cerca di un'identità. Non è semplice perché al crogiolo di etnie e di razze (come ha detto lo stesso autore: "Il luogo di nascita è sempre casuale. La nostra nazionalità riguarda il nostro percorso, si costruisce attraverso il nostro cammino. E' la nostra lingua che ci permette di far parte di uno spazio molto più vasto. Mi rifiuto di appartenere a un unico spazio") che è la miscela che accende anche la scrittura di José Eduardo Agualusa, si sovrappongono rivendicazioni politiche, sociali e umanissime, ma anche le ambiguità di chi per finanziare le rivolte, per comprare le armi alla rivoluzione, si dedica al narcotraffico o si allea con vecchi mercenari. José Eduardo Agualusa sa rendere perfettamente le atmosfere in cui maturano le rivolte delle favelas di Rio grazie ai suoi picareschi personaggi (che ogni lettore gradirà scoprire da sé), ma anche alla capacità di rendere intelleggibili gli intrighi, i doppi giochi, le ambizioni e i sotterfugi che nel suo ipotetico Brasile sono una malattia tropicale comune a tutti. Come dice uno di loro: "Io vorrei essere semplice come le rane negli stagni", ma, sembra di capire, nel Brasile di Agualusa, così come in quello reale, è solo un sogno innocente. La veritè è molto più crudele.

Marco Denti  (15-07-2003)

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