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Il capitano è fuori a pranzo
The captain is out to lunch and the sailors have taken over the ship
Charles Bukowski 
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Diario, Stati Uniti 1998
140 pp.
Prezzo di copertina € 6,50
Traduzione: Andrea Buzzi
Editore: Feltrinelli , 2003
ISBN 88-07-81707-1


Con 12 illustrazioni di Robert Crumb
Feltrinelli


Un diario che racconta i giorni di Bukowski tra l'estate del 1991 e l'inverno del 1993, pochi mesi prima della morte. Giorni spesi tra le corse dei cavalli, le serate al computer a scrivere o con la moglie Linda: pretesti per un flusso continuo di pensieri sul mondo, la gente, i gatti, la letteratura, la musica, l'alcool, il sesso, la vita, e naturalmente la morte.

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Il capitano è fuori a pranzo: Caro fottutissimo diario

La gloria è nel movimento e nella temerarietà. Sia maledetta la morte. Oggi, oggi e ancora oggi. Sì.

E' sempre arduo con scrittori come Charles Bukowski distinguere con precisione il confine tra vita e letteratura. Non che tutto il suo lavoro sia autobiografico, intendiamoci, ma comunque il come si racconta è sempre intimamente connesso al cosa si racconta. Questo è ancora più vero in un diario, che spesso e volentieri diventa un flusso di coscienza, di pensieri, di associazioni, di ricordi. Un diario del tramonto di un grande scrittore del Novecento (quello descritto è uno degli ultimi anni della sua vita), che sembra accettare con naturalezza l'emarginazione subita sin dall'inizio della carriera da parte dell'elìte dei critici e degli editori, una congiura del silenzio, una cappa di indifferenza spazzata via dall'amore dei lettori di tutto il mondo. Un amore che mette in imbarazzo Bukowski, lo porta a chiudersi in se stesso, a rifiutare qualsiasi mondanità, a dipingersi nelle pagine de Il capitano è fuori a pranzo come un anziano orso che chiede solo di passare le serate in casa a scrivere, o in compagnia della moglie (che si annoia un po', diciamolo!), borbottando aspri giudizi sul mondo. Siamo quindi ben lontani dalle iperboli sessuo-alcoliche e visionarie dei personaggi delle sue opere: il libro è un documento fortemente umanizzante, uno squarcio di vita privata, una collezione di diapositive nelle quali Bukowski, sotto il sole della California, incontra varia umanità, fa la spesa, soccorre il vicino, disserta sui suoi geniali gatti, brucia il suo tempo e la noia alle corse dei cavalli. Un illuminante "dietro le quinte" che non deluderà chi ama i suoi romanzi, i suoi racconti e le sue fulminanti poesie, ma forse non un punto di inizio consigliabile per chi deve approcciarsi alla sua opera per la prima volta.

David Frati  (04-07-2003)

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