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Amnesia Moon
Amnesia Moon
Jonathan Lethem 
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Romanzo, Stati Uniti 1995
240 pp.
Prezzo di copertina € 13
Traduzione: Martina testa
Editore: minimum fax , 2003
ISBN 88-87765-77-4


Minimum Fax

Ulisse Reloaded: in un'America da cronache del dopobomba, il nostro eroe abbandona la sua isola - vive all'interno della cabina di proiezione di un multisala abbandonato, nella cittadina mutante di Hatfork - e si mette in viaggio verso ovest alla ricerca della conoscenza, che coincide in questo caso coi suoi ricordi mancanti. Caos, o forse il suo nome potrebbe essere Everett Moon, è un sognatore; e dopo il grande cambiamento - un bombardamento nucleare? un'invasione aliena? un cataclisma naturale? - la gente non è più capace di sognare autonomamente, ma riceve per captazione l'attività onirica del sognatore più potente e più vicino.

Nel suo viaggio Caos incontrerà altre comunità, volontariamente isolate, dove le leggi umane e persino quelle fisiche sono determinate dal capriccio del dominus locale, e più della conoscenza acquisterà la consapevolezza dal gusto paranoico che nulla è come sembra, neanche il suo passato, in un continuo rimando circolare tra sogni, allucinazioni e realtà che alla fine farà perdere l'orientamento anche al lettore. A quest'ultimo in compenso arriverà chiara la morale: l'amnesia non è un incidente, ma una scelta.


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Amnesia Moon: i sogni son desideri

E' solo l'ennesimo sogno, Everett. Quale modo migliore per tenere la gente sotto controllo? Inventarsi qualche grosso nemico e giustificare tutto nel contesto dello sforzo bellico.

Il secondo romanzo di Jonathan Lethem, datato solo in termini di anni trascorsi dall'edizione originale (1995), non si sforza di dissimulare troppo i suoi intenti satirici, facendo uso come fa di metafore alquanto trasparenti. Si ritrae in Amnesia Moon la società americana partendo da un'ipotesi semplice: e se saltassero anche quelle minime regole di convivenza che arginano l'inevitabile tendenza all'autoperpetuazione propria di chi esercita un potere?

Le piccole comunità di questo ipotetico futuro, soggiogate da chi ha il controllo dei sogni (e a pensarci, qualcosa definito "la fabbrica dei sogni" esiste già), rappresentano ciascuna qualche aspetto del presente, andato fuori controllo e ingigantito, portato alle estreme conseguenze. Una fantascienza sociale alla P.K.Dick, dove ad assumere dimensioni mostruose non sono le formiche ma i comportamenti umani.

Si capisce che al di là degli elementi più fantasiosi, la pseudo-realtà descritta da Lethem non è così lontana dalla nostra, basta un niente, un qualche evento o il semplice progresso, e ci siamo. Il caleidoscopio delle invenzioni è rivelatore. La cittadina di Hatfork, popolata da mutanti, è collegata da una striscia d'asfalto deserta alla sua controparte "sana", Little America: un'autostrada ma anche un cordone ombelicale, visto che le scorte di cibo per i mutanti sono soggette alla volontà di Kellogg, sognatore e nemesi di Caos, che ogni tanto invia i suoi Ranger Alimentari a portare carichi nauseabondi.
Nella Città di Smeraldo, una fittissima nebbia verde impedisce di vedere, si cammina seguendo funi guida, e nessuno è disposto a credere che qualche chilometro più in là il verde si dissolva.
In un fast food abbandonato lungo l'autostrada vivono i McDonaldiani, che conoscono solo l'etica del lavoro incarnata dal regolamento interno e servono imperterriti l'unico cliente che hanno, uno hippy che vive nei dintorni. A Vacaville lo star system e il governo si sono identificati, i politici sono protagonisti assoluti nei telefilm come sui rotocalchi, e rappresentano un inarrivabile modello estetico: la gente comune è condannata alla bruttezza, e due volte a settimana, in giorni fissi, deve cambiare casa e lavoro. Precarietà e impossibilità di creare rapporti umani stabili fanno della delazione reciproca il grado massimo di interazione tra vicini.
Altrove gli uomini liberi vivono in volo, perché gli alieni hanno innestato grandi alveari che crescono come tumori dentro le case, schiavizzandone gli abitanti. San Francisco è un universo a parte, dove il cambiamento ha sortito effetti profondi ma meno plateali, e i nodi della storia sembrano finalmente sciogliersi (salvo poi ingarbugliarsi ulteriormente). Nessuna di queste schiavitù è reale: per renderle tali, basta credere ai sogni che vengono imposti.

Lethem dichiara i suoi molti padri putativi, e altrettanti gliene vengono attribuiti: oltre a Dick per i motivi esposti, si è parlato spesso di Kerouac e di Kafka, ma anche di Lewis Carroll. Non si fa menzione però di una serie di coincidenze troppo precise per non essere un voluto omaggio: come lo stalker di Picnic sul ciglio della strada, dei fratelli Strugatzki, Caos è infatti un antieroe che assume gradualmente e senza volerlo sfumature messianiche, e che trova la salvezza dentro di sé dopo averla inseguita all'esterno; come la Visita, il Cambiamento è un evento immanente eppure dai contorni indefiniti, che ha alterato la realtà fisica in maniera inspiegabile; e infine, la bambina mutante coperta di pelo come una lontra è una presenza inquietante comune ad entrambi romanzi.


Vittorio Dell'Aiuto  (06-06-2003)

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