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Racconti felici seguiti da La lenta sinfonia del male
Racconti felici seguiti da La lenta sinfonia del male
Davide Bregola 
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Racconti, Italia 2003
219 pp.
Prezzo di copertina € 12,50
Editore: Sironi , 2003
ISBN 88-518-0009-X


Sironi

Un ragazzo scopre il senso della felicità attraversando in bici la campagna in cui vive. Un altro litiga con la donna che ama per un disaccordo su una gita a Parigi. E poi più avanti, Laura mette a dura prova l'amore del fidanzato chiedendogli in regalo il poster di un noto gruppo musicale, rivelando infine di esserne già in possesso e di aver solo voluto testare il suo spirito di sacrificio. E ancora storie d'amore, storie di conoscenza e di scoperta. Qualche volta storie di solitudine, di nero abbandono. Cronache d'anima che scorrono a filo di mazurche, su metafisici giri di valzer. Racconti in cui la vita danza briosa come in un minuetto mozartiano, o s'allontana frullando con un battito d'ali, lasciandoci la coscienza di quei piccoli, impercettibili segreti dentro i quali va cercata la difficile trama dell'esistere.

naldina naldina naldina naldina naldinagrigio

Racconti felici: la vita?... Un racconto di uomini e di giorni

Davide Bregola è un narratore di periferia. Davide Bregola è un narratore felice. Davide Bregola è un narratore incantevole.
Giulio Mozzi


Davide Bregola, già noto per le sue precedenti esperienze letterarie e per essere stato vincitore dell'edizione '99 del Premio Tondelli, esordisce con un libro stupendo, dettato dall'emozione e da una scrittura già abile, raffinata, italiana, seppure notevolmente sensibile a quelle che sono le parallele esperienze europee delle lettere contemporanee. Si vede che c'è molta disciplina, tanto rigore, in questo tratto, oltre all'esigenza di rinnovare la forma-racconto come dal suo interno, percorrendone per immagini il perimetro, la geografia, lo spessore; e conferendole la volontà radicale di scandagliare il reale.
Una raccolta di racconti che c'incatena alla pagina, facendoci venir voglia di scriverne. Giulio Mozzi, conoscitore finissimo del talento di Bregola, definisce l'arte di questo giovane scrittore appena trentenne incantevole. Non possiamo che confermare questo bel giudizio. La scrittura disegna sulla pagina ariosi archi di pensiero, scolpendo ricchi movimenti della mente. Si percepisce energia, freschezza, palpito, attraverso l'escamotage di un'ironia che rafforza lo smalto del dire, alleggerendo il dramma del vivere senza tuttavia banalizzarlo, ghettizzarlo, o circoscriverlo mai a insignificanti tentativi di chiarificazione.
Forse, l'intento di dire le cose così come stanno, nella loro ruvida nudità, nella loro consistente normalità di ogni giorno, ma con dentro il sale della poesia e del colore. O più semplicemente, un altro agognato tentativo di avvicinarsi a quella sensazione del cuore chiamata felicità.


Luigi La Rosa  (07-04-2003)

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