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Mondadori
La storia di due amanti nelle storie di due amanti: Ali è la protagonista e la creatrice di queste storie, nuove o reinventate, che partono dal suo computer come messaggi nella bottiglia perché arrivino all'amata, in un serrato corteggiamento a distanza.
Sono le vicende dei "grandi amanti perduti" - Lancillotto e Ginevra, Paolo e Francesca, Ali e la Principessa - e, nel presente, la scrittrice e la donna sposata. Un caleidoscopio in cui gli individui, il tempo e i luoghi perdono di definizione e significato, per sottolineare l'unicità e la costanza del sentimento amoroso come filo rosso che tutto ricuce.
Powerbook: superflue perle di saggezza
Vi sono molte vite racchiuse in una. La vita che pensiamo di conoscere è solo la finestra aperta sullo schermo. La grande finestra, piena di dettagli, dove il significato spesso si perde tra gli eventi. Se la chiudiamo, per caso o di proposito, quel che troviamo dietro di essa è un'altra configurazione.
Un libro come questo capterà senz'altro l'attenzione di alcuni lettori per la familiarità del titolo (anche queste note sono scritte su un Powerbook), delle intestazioni dei capitoli (che replicano i nomi dei menù a tendina del sistema) e dell'ambientazione iniziale (internet, la posta elettronica). Ma è quasi un depistaggio, le corrispondenze terminano qua, l'indicazione è un espediente di superficie, e la lettura riserva tutt'altri sviluppi.
Jeanette Winterson, talentosa tanto da essere considerata la più importante scrittrice inglese della sua generazione, in questo suo ottavo romanzo si abbandona a un intreccio che al lettore italiano potrebbe richiamare il Calvino fiabesco delle città invisibili e degli amori impossibili, senza un grammo - è il caso di dirlo - della sua leggerezza. Qua ogni pagina mostra lo sforzo di essere uno sfoggio di virtuosismo letterario, un inno, il trionfo dell'amore e della fantasia, come se l'autrice fosse sacerdotessa e depositaria esclusiva di questi mondi.
I risultati purtroppo misurano una sensibile distanza dalle intenzioni: i dialoghi sono pomposi, in posa, involontariamente comici quando vorrebbero essere profondi, pesanti quando vorrebbero essere ironici. Le riflessioni della voce narrante in prima persona sembrano confezionate, persino nella lunghezza delle frasi, per essere scritte su striscioline di carta e avvolte nei cioccolatini. E le vicende attuali delle due antipatiche amanti si svolgono con lo sfondo di ambientazioni (Parigi, Capri) da cartolina, caratterizzate in maniera così stereotipata da risultare, nel caso dell'italianità mediterranea in puro stile spaghetti e mandolino, persino offensive.
Un onesto romanzo rosa con meno ambizioni può dare probabilmente maggiori soddisfazioni al lettore.
Vittorio Dell'Aiuto
(06-03-2003)
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Il libro mascherato
Le storie non finiscono mai, forse, ma c'è un momento in cui diventano altre. Di altri. E quello è il momento in cui ci si può fermare. E si può raccontarle.]
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