?
lettera.com [libri con qualcosa di speciale dentro]
home
libri
articoli
archivio
Il barbiere di Maciste
Il barbiere di Maciste-ricordi di un barbiere
Lorenzo Beccati 
blank
Romanzo, Italia 2002
157 pp.
Prezzo di copertina € 10
Editore: Kowalski , 2002
ISBN 88-7496-601-6


Kowalski

Giovanni, detto Camillo, è il vecchio barbiere di un piccolo paesino ligure che va pian piano spegnendosi nei ricordi di una vita racchiusa tutta dentro le mura del suo negozio. Ottantacinque anni vissuti rabbiosamente, con una gamba malata, ricordo di un incidente di gioventù, che sembra vivere autonomamente dal resto del corpo e della mente. La gamba sifola odia tutto e tutti e non perde occasione, ribellandosi alla volontà del padrone, di creare situazioni spiacevoli, pericolose e perfide ai danni di chi non le va a genio. Camillo è un uomo burbero che si avvicina alla morte, attaccato ai suoi ricordi in maniera dolce e amara. Gli unici momenti di notorietà che ha vissuto, se così si può dire, furono quelli in cui il era il barbiere personale dell'attore Bartolomeo Pagano, conosciuto ai più come Maciste.

naldina naldina naldinagrigio naldinagrigio naldinagrigio

Il barbiere di Maciste: Camillo e la sua gamba cattiva

Ben. In quel momento, ti entrano due che ridono. Un uomo e una donna bella. Faccio per chiedere per cortesia, e vedo che è il compagno Palmiro Togliatti, che ho visto tante fotografie e anche una volta al cinema. Saluta e si accomodano sempre parlando tra loro. La zecca, intanto, a malaparata, soffocava nel burro che ci tenevo schiacciato. Si vede che essere a Genova c'ha fatto venire il ricordo di un fatto divertente e ne parlavano. La donna, ho pensato, sarà la moglie nuova, perché era troppo giovane. Avevo sentito dire che si chiamava Leonilde e che faceva carriera nel partito. Tanti dicevano perché stava con Palmiro, io no. Ben. Parlavano di quel scrittore, Achille Campanile. Sapevate, no, che ha denunciato Togliatti…

Camillo è un barbiere ottantacinquenne che un giorno si sveglia e inizia a vedere dinanzi agli occhi tutta la sua vita. Così, all'improvviso, senza una plausibile spiegazione, man mano che trascorrono le ore, vede affacciarsi alla porta della sua bottega i volti delle persone conosciute, amate, incontrate, odiate e servite negli anni. Perché tutto questo? Inizialmente non se lo chiede e la penna cinica di Lorenzo Beccati inizia a narrare la sua storia, quella di un uomo incattivito da eventi poco generosi e votato a ferire quanti gli sono passati accanto. L'autore è spietato con questo anziano, finito a fare il barbiere quasi per caso, per ripiego, perché era forse l'unico mestiere che avrebbe potuto fare dopo un incidente capitatogli da ragazzo. E' proprio da quel momento, da quando durante una partita di calcio un altro vecchio infelice lo ferisce deliberatamente, che Camillo ha la vita segnata così come la sua gamba sinistra sarà segnata dalla cattiveria. Ecco, da quel giorno in poi Camillo si sdoppia, una parte di lui ragiona con la testa, l'altra, invece, diventa succube della gamba malata. Passano gli anni, e con l'età aumenta anche la perfidia della gamba che quotidianamente si vendica del torto subìto dal padrone, con cattiverie e tiri mancini (è proprio il caso di dirlo) nei confronti di chi le è accanto. Il barbiere è un uomo qualunque che incrocia dentro e fuori del negozio qualsiasi tipo di persona: ad esempio Maciste, o, meglio, l'uomo che lo interpretava sul grande schermo, con cui costruisce un rapporto particolare: lo ama, perché è una brava persona umile e disponibile, ma allo stesso tempo lo odia perché è famoso e stimato da tutti. Nei suoi ricordi, ancora, ecco che entra nel suo negozio Palmiro Togliatti con al suo fianco la giovanissima Nilde e, stranamente, ha un guizzo di umanità, di partecipazione alla vita di quell'uomo che ammira e con cui condivide un'idea, quella comunista, ereditata da un padre che nelle sue reminiscenze non appare più come un uomo amato. Insieme a questi personaggi più o meno illustri, si aggiungono volti sbiaditi che appartengono a ricordi rabbiosi e malinconici: il figlio del prete, garzone offeso e vilipeso del negozio; il giostraio venditore di cugine, personaggio misero e triste; la cassiera dal volto di albicocca, l'unica donna veramente amata dall'allora giovane barbiere; il soldato tedesco e i rudi partigiani, punto dolente della sua vita; e, ancora, ladruncoli, una moglie triste e buffa, un vicino di casa odiato fino alla fine, il suo vecchio datore di lavoro e tanti altri ancora.
Sì, questo è un romanzo carico di storie e di personaggi, attraversato da una vena malinconica, da una buona dose di ironia, cinismo e da una sottile perfidia che, onestamente, fa venir voglia di pestare, nonostante la veneranda età e l'iniquo incidente subìto, la crudele gamba cui il mago del rasoio demanda troppe volte il "lavoro sporco".


Alice Scolamacchia  (04-03-2003)

Leggi tutte le recensioni di Alice Scolamacchia


Vota il libro!
La media è 3.01 (67 voti)
 

Dello stesso autore
Il guaritore di maiali
Il mistero degli incurabili
L'uccisore di seta

Articoli
lettera.com intervista Lorenzo Beccati
mascherato  Il libro mascherato

Riteniamo che il sistema alimentare debba essere riorganizzato sulla base della salute: per le nostre comunit`, per le persone, per gli animali e per il mondo naturale.


newsletter news - lettera


cerca


Feed - lettera

rss RSS / atom Atom