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Capolavori
Capolavori
Daniele Luttazzi 
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Fumetto, Italia 2002
169 pp.
Prezzo di copertina € 8
Editore: Feltrinelli , 2002
ISBN 88 - 07 - 84021 - 9


Feltrinelli

Torna Daniele Luttazzi fra gli scaffali delle librerie. Un buon segno. L'umorismo cattivo e politicamente scorretto dell'autore romagnolo colpisce come al solito tutto e tutti. Capolavori è una raccolta di disegni e testi realizzati dallo stesso Luttazzi, ricchi di un umorismo epigrafico e lacerante. Un libro interamente dedicato alla satira sin dalle note introduttive, di alto valore letterario, dove Daniele, fra il serio ed il faceto, ci regala pagine che non dimenticheremo, firmandosi Osama Bin Laden, definito …un miliardario che vive in una caverna. Chi si crede di essere, Batman?. Da molto tempo ormai, almeno da quando è stato allontanato dalla televisione nazionale, Luttazzi si è dedicato a più riprese a scandagliare il significato e le motivazioni della satira. Capirne oggi la funzione, nella nostra situazione nazionale ed internazionale, può sembrare una cosa semplice, ma non lo è affatto. Pensare semplicemente che sia sempre sgradita ai potenti può risultare fuorviante. Infatti non è sempre malvista da chi tiene le redini del potere, ma è sgradita 'nella misura in cui' riesce a cogliere nel segno ed ha la capacità di arrivare, senza troppe strumentalizzazioni, al pubblico.

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Capolavori: quando tornerà Luttazzi?

Al Sud manca l'acqua. Non è colpa di nessuno. Comunque, non solo l'acqua scarseggia, ma dove c'è, è umida solo da un lato. Il problema non riguarda solo il Sud. Anche a Montecarlo si soffre la sete: c'è stato un frontale fra due tir di Perrier.

Smise di essere cattolica quando un sacerdote le disse: "Masturbarsi è peccato". Lei allora gli disse: "Ci si vede". Ma il Giubileo le mancava. Durante il Giubileo, in piazza San Pietro vendevano dei crocifissi di cioccolata squisiti.

Qualcuno si sarà forse domandato da dove provenga Daniele Luttazzi, visto che non è un personaggio televisivo apparso come una meteora solo un paio di palinsesti fa. Ebbene, Luttazzi oltre ad avere scritto testi brillanti e comici, era già apparso molti anni addietro a RaiDue, da dove fu prontamente allontanato. Deve la sua notorietà professionale alla conduzione di Barracuda, un programma in buona sostanza molto simile a Satyricon. In quella trasmissione metteva in crisi personaggi come Martelli (cui pose la domanda: "Ma è vero che i socialisti erano tutti ladri?", Bertinotti e persino il patron della Diesel (al quale chiese: "Per diventare ricchi è vero che bisogna essere analfabeti?"). Barracuda era trasmesso su Italia Uno in seconda serata. Nessuno protestò, gli ascolti non erano da record, ma comunque interessanti. Luttazzi girò tutte le puntate e la trasmissione finì il suo ciclo, ma il suo contratto non fu rinnovato. La satira di Barracuda, identica a quella di Satyricon, non dava fastidio a nessuno, irritava qualcuno e basta, ma ispirava simpatia, probabilmente perché era giocata 'in casa'. Lo stesso dicasi per le inchieste intrusive e scottanti delle Iene oppure per l'umorismo poco graffiante di Striscia la Notizia, affogato da lazzi, tormentoni e balletti. Luttazzi iniziò a ferire veramente e colpire nel segno, provocando come David Letterman giovane, quando fece ritorno alla Rai. In un'escalation ben architettata, puntata dopo puntata, scivolò dalle mutandine di Anna Falchi all'incitamento alla coprofagia, approdando infine alla chiara e diretta satira politica. Per tutta risposta, ogni sua apparizione fu punteggiata di interrogazioni parlamentari. Un successo, il palazzo si era accorto di lui. La sua satira raggiunse così il suo climax ideale. Da quel momento il suo nome andò a braccetto, per alcuni mesi dopo il cambio di governo, con Biagi e Santoro, due seri giornalisti. Passarono i mesi, la gente s'indignò, e persino l'opposizione: tutti invocarono la libertà d'informazione, fu chiesto a gran voce il ritorno di Santoro e di Biagi, ma il nome di Luttazzi oggi sembra essersi perso per strada. Tutti lo ricordano benissimo, ma pochi lo reclamano pubblicamente, forse perché ancora adesso é troppo scomodo. Questo è il potere della satira: è un eccellente indicatore di democrazia, ma anche un ottimo termometro in grado di valutare il proprio personale successo… e a Luttazzi, visto che non comparirà più in tv per i prossimi tre anni, il successo davvero non manca.


Simone Bardazzi  (26-02-2003)

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