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Casa rossa
Casa rossa
Francesca Marciano 
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Romanzo, Italia 2003
387 pp.
Prezzo di copertina € 16
Editore: Longanesi , 2003
ISBN 88-304-1962-1


Longanesi

Casa Rossa è la storia di una famiglia del nostro tempo attraverso le vicende di quattro donne, quattro generazioni a confronto e una vecchia casa in stato di abbandono. Dalla campagna, dal silenzio crepuscolare di una natura ancora viva, tornano alla giovane protagonista echi e memorie di un tempo perduto. I sogni, gli amori, i drammi di un tempo che ha cambiato tutti, dettando i suoi imperativi transitori. La parola diventa lo strumento di recupero di questa delicata autobiografia in minore, una sorta di recherche nostrana che ha il potere innegabile di commuovere e il pregio di lasciare il segno.

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Casa Rossa: la casa di Alina, arco della memoria

Quando eravamo piccole, io e mia sorella Isabella eravamo convinte che fosse stata Alba a sparare a papà. E che poi si fosse inventata la storia del suicidio. Guardateci. Due ragazzette magroline, di undici e tredici anni, che, nella casa vuota, si aggirano per la cucina in cerca di qualcosa da mettere sotto i denti. Nel silenzio che ci circonda, lasciamo aleggiare quella domanda che non abbiamo mai osato fare. Poi le chiavi girano nella serratura, e appare lei, con le borse della spesa. Alba. Nostra madre. L'assassina. "Allora, bambine… Vi faccio un panino?" C'era un patto silenzioso tra me e mia sorella. Andare avanti. Sopravvivere a tutto. Mangiare quel panino.

Casa Rossa prende spunto da una vicenda d'abbandono. Alina Strada sta per lasciare la grande dimora nella campagna pugliese che la sua famiglia ha tenuto per più di sessant'anni. Tra quelle stesse mura sulle quali adesso aleggia il peso di una greve solitudine, quattro generazioni, quattro storie di donne che hanno segnato momenti del vivere e alimentato le pagine di memoria pulsante.
Renée, la prima, una tunisina bellissima, dal corpo di crema, ritratta dal marito in un dipinto che sembra custodire gli archetipi della casa e i sigilli stessi del suo passato; Alba, figlia di Renée e madre di Alina, vissuta negli anni del miracolo economico e attraversata da una voglia di ricostruzione esistenziale che si è tramutata purtroppo in un atteggiamento egoistico e autodistruttivo; Isabella, la sorella maggiore, che ha indossato i panni della terrorista facendo dell'impegno il tentativo di servire un ideale estremamente illusorio e compromettente; e infine Alina, la voce narrante, che si ripercorre dall'interno, in una sorta di malinconica autobiografia del cuore, mescolando sogni e timori, desideri e rancori, e dando ad essi l'impronta di un accorato diario interiore.
Casa Rossa è un romanzo avvincente soprattutto per la sua voce delicata, mai radicale, mai sontuosa o arrogante. E' come se tutti gli eventi tornassero alla superficie attraverso una filigrana leggerissima, come se fossero indagati fino alla radice ma pervasi da una luce soffusa, una bruma decadente, dal registro squisitamente femminile.
Francesca Marciano ha viaggiato parecchio, sperimentando la dimensione dell'altrove. Nelle sue pagine, questa magia torna come un magnetico basso continuo, eleggendo l'alterità a elemento consapevole e irrinunciabile del racconto, e facendo della sensibilità della protagonista, la giovane Alina, il miglior alter ego della propria voglia di raccontarsi e conoscersi.
"La pioggia scroscia sempre più forte" - scrive l'autrice nel chiudere il romanzo - "la sento che mi si insinua lungo la schiena attraverso la camicia da notte, che si inzuppa e si incolla al mio corpo. Poi il rumore diventa sempre più intenso, in un crescendo assordante: le gocce si sono trasformate in grandine. Le perline ghiacciate rimbalzano a terra, le sento trafiggermi la pelle come mille aghi. Ma io e Alba continuiamo a ridere, le ciocche di capelli appiccicate sulle guance, sul collo, il profumo di terra fradicia che ci riempie i polmoni. Gli uomini in giallo si sono fermati a guardarci, mentre ci teniamo strette e continuiamo a ridere, finché non sappiamo più cosa ci scorre sul viso, se lacrime o pioggia".
Casa Rossa è il luogo concreto, lo spazio circoscritto del vivere che la scrittura tramuta in spazio dell'anima e fondale immaginario della storia. E' la prova che la letteratura ricostruisce l'esistenza esatta delle cose, aggiungendo valore al valore, significato al significato, perché, come ricorda Rilke, probabilmente "si scrive, perché la vita non basta".


Luigi La Rosa  (17-02-2003)

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