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Marta dei vocabolari
Marta dei vocabolari
Anna Vinci 
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Romanzo, Italia 1994
170 pp.
Prezzo di copertina € 11,80
Editore: Voland , 2002
ISBN 88-86586-90-6


Voland

Un romanzo sulla memoria, che disegna il ritratto di una famiglia sullo sfondo di una Roma sognante, sottolineando inquietudini e contraddizioni del vivere. Un racconto che è anzitutto il tentativo di una donna di recuperare la propria identità femminile, in un mondo che sembra aver perduto qualsiasi traccia di coraggio e di coscienza civile. La battaglia che si compie sulle pagine di Anna Vinci è quella che ogni donna compie per ritrovare se stessa e il proprio spazio nel mondo.

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Marta dei vocabolari: la poesia del vissuto

Una pioggia calda, leggera, insistente cadeva su Roma. La sua città sembrava a Marta un immenso acquario rosso e ocra e lei vi si immergeva come un pesce inquieto, distratto, insofferente.

Anna Vinci approda alla sua seconda prova narrativa con un romanzo nato dalla coscienza di aver vissuto una vita in qualche modo speciale, alimentata dalla poesia dei ricordi e dalla musica fluente delle parole. E' la storia di una donna, di una famiglia, di un vissuto, rappresentati dall'evocazione di fatti e situazioni che l'amore per il linguaggio attraversa ininterrottamente, alimentandoli come una linfa segreta.
"Tutto avvenne in maggio." - Ecco come esordisce l'autrice, nel definire le atmosfere emotive della vicenda - "Una pioggia calda, leggera, insistente cadeva su Roma. La sua città sembrava a Marta un immenso acquario rosso e ocra e lei vi si immergeva come un pesce inquieto, distratto, insofferente. Eppure amava la pioggia di maggio e catturata dal ticchettio delle gocce disegnava sui vetri, naufraga nel tempo della nostalgia per le cose mai vissute che la primavera vestita d'autunno porta con sé."
Anna Vinci evoca il fascino visionario della sua città, sposandolo alla dimensione di un passato arcaico, romantico e risonante: la casa, le figure della nonna, dei genitori, di parenti vicini e lontani costituiscono note di una partitura polifonica complessa e intimistica, un racconto che si protrae anche in direzione del futuro, raccogliendo le esperienze dei figli, mettendo a nudo il difficile rapporto tra generazioni diverse, e scoprendo quella vocazione per la scrittura che nelle pagine trova finalmente il suo più maturo compimento.
L'autrice, già conosciuta per la lunga attività di giornalista e per il precedente Restituta del porto, raggiunge anche in questo suo lavoro una notevole maturità, muovendosi, con sicurezza e ispirazione, nel controverso territorio del romanzo. Scelta che innesta, al fondamento di una forte coscienza civile, la volontà di ritrarre il mondo nella sua complessità e nella sua ricchezza, recuperandone sfumature e riflessioni, e consegnandoci, con modestia ed eleganza, il fasto di un magico microcosmo esistenziale.


Luigi La Rosa  (22-01-2003)

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