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Il museo dell'inferno
Dead Man Upright
Derek Raymond 
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Noir, Inghilterra 1993
225 pp.
Prezzo di copertina € 13,5
Traduzione: Alberto Pezzotta
Editore: Meridiano Zero , 2002
ISBN 88-82-37-046-1


Meridiano Zero

Un caso difficile anche per la sezione A14, omicidi irrisolti: Ronald Jidney è un assassino che si nasconde tra le pieghe della normalità. Una maschera di piccole abitudini borghesi e noiose nasconde un delirio a cui è difficile dare un senso e, proprio per questo, ancora più pericoloso.

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Il museo dell'inferno: Psycho Killer

Nel mio lavoro faccio sempre ricorso alla memoria, come uno scrittore; inseguo qualcosa dell'animo umano che non riesco ad afferrare. E quando ho tempo, leggo.

Anche per gente provata e risoluta, ormai senza speranze, come i poliziotti della A14, l'humus puzzolente di birra e sigarette e scartoffie della serie Factory, il profilo di Ronald Jidney ha qualcosa di maligno e inarrivabile. E' un travet dell'omicidio: anonimo, silenzioso, discreto e rispettabile. Le apparenze possono ingannare, ma nel suo caso costituiscono un vero e proprio personaggio che si sovrappone al serial killer: un'evidente schizofrenia che, aggiunta ad una sterminata serie di patologie mentali, produce un essere alieno a qualsiasi morale. Il parallelo, nemmeno tanto velato, con la classica figura dell'artista, del folle che insegue le proprie velleità, del sognatore che non riconosce la realtà si scontra con un'entità altrettanto complessa. E' quella del sergente protagonista dei romanzi della Factory: anche lui è un uomo senza nome, combattuto tra vendetta e giustizia, annichilito dalla vita e quotidianamente affiancato dalla morte. E' un gioco di specchi che Derek Raymond interpreta a modo suo, lasciando che parti delle personalità occupino interi spazi della storia. Nella prima metà, il serial killer è lucidissimo nella sua sofferenza e nel raccogliere quella delle sue vittime. Il sergente, as usual, è avvolto nelle sue perplessità. Nel cuore del romanzo, uno è confuso dalla paura che genera, l'altro è impaurito dalle domande che continua a porsi, nonostante tutto. Infine, Ronald Jidney delira a tutto campo, e il sergente della Factory ascolta conscio che "la civiltà è finita dentro il cesso, fine della trasmissione". Forse Il museo dell'inferno non ha la coerenza stilistica di Dora Suarez, e la trama è, in effetti, esigua, ma si tratta di un superbo affresco di psicologia noir, degno di un grande scrittore quale è Derek Raymond.

Marco Denti  (25-11-2002)

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