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Asce di guerra - In cerca del Vietcong Romagnolo
Asce di guerra
Wu Ming  Vitaliano Ravagli 
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Storico, Italia 2001
377 pp.
Prezzo di copertina € 14,98
Editore: Marco Tropea , 2001
ISBN 88 - 438 -0269 - 0


Scheda Wu Ming Foundation
Il Saggiatore


Asce di Guerra Ŕ il romanzo-documento scritto a pi¨ mani dagli ex componenti del gruppo letterario celato sotto lo pseudonimo di Luther Blisset e dall'imolese Vitaliano Ravagli, uno dei protagonisti della vicenda. L'incipit, riportato poco sopra, potrebbe far pensare all'ennesimo romanzo sul Vietnam. Ma la realtÓ Ŕ leggermente diversa: si tratta di una storia vera e tutta italiana, che si svolge per buona parte durante la guerra d'Indocina. Nella nebulosa galassia del dopoguerra italiano, molti ex partigiani non si rassegnarono alla barbara fine dei propri ideali di giustizia e libertÓ. Per molti lunghi anni l'Emilia divenne una sorta di piccolo Far West, dove ognuno cercava giustizia a modo suo. La concessione della storica amnistia da parte del governo allora in carica, con la responsabilitÓ di Togliatti, che ricadeva su quanti avevano aderito al fascismo macchiandosi di delitti orrendi, ma ritenuti minori, fu ritenuta da molti un affronto. Soprattutto da quelli che, dopo aver vissuto i soprusi del nazifascismo, si trovavano nelle stesse condizioni di prima.
E Vitaliano non ci sta: fedele alla causa dell'internazionalismo e della rivoluzione, va a combattere una guerra non sua nel Laos, arruolato in gran segreto dalla parte dei partigiani comunisti. Il suo diretto ufficiale era un cinese. La storia di Ravagli riaffiora dopo molti anni, nel 2000, grazie al lavoro di un personaggio di fantasia: il giovane avvocato bolognese Daniele Zani, che intraprende una ricerca attraverso i racconti di ex partigiani ed ex compagni. Il tempo che va dal 1949 al 2000 Ŕ raccontato per sommi capi ma in maniera saliente, esplorando capitoli oscuri e pericolosi della storia del nostro paese.


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Asce di guerra: un classico fra i romanzi di guerra

L'ordine d'imbarco arriva a notte alta. Un quadrimotore di fabbricazione sovietica, residuato della guerra mondiale. Proveniente dall'Albania. Forse. Ci stipiamo alla meglio tra casse di medicinali, croce rossa su un lato, stella rossa dall'altro. Niente obl˛. Nessuno parla. Ognuno avvolto nei propri pensieri. Lotto con un senso di colpa. Penso a cosa lascio alle spalle, mia madre e mio padre, i miei fratelli. Non sapranno pi¨ niente di me, nÚ io di loro. Ufficialmente non siamo mai saliti su questo aereo, non siamo mai saliti su questo aereo, non siamo mai stati addestrati, non esistiamo. Quindi non possiamo morire. Nessuno comunicherÓ ai familiari la nostra morte: Ŕ la regola. L'aereo divora la pista lanciandosi nel buio.

Asce di guerra potrebbe essere ritenuto un classico fra i romanzi di guerra pubblicati in Italia, se solo fossimo tutti un po' pi¨ coraggiosi e non avessimo paura di parlare della nostra storia in maniera chiara. Si tratta di un romanzo fra fiction e veritÓ, che tiene con il fiato sospeso il lettore sino all'ultima pagina. La finzione romanzesca tiene abilmente viva la tensione e svolge una funzione corroborante alla parte documentaria, narrata in prima persona dallo stesso Ravagli. Forse non Ŕ un'opera tecnicamente perfetta, e talvolta pecca di eccessiva emilianitÓ. Ricordiamo infatti che non solo in Emilia avvennero certe cose e che anche in altre zone del nostro paese molti speravano in una rivoluzione fatta di giustizia e libertÓ. Il personaggio di Daniele Zani, seppure ben costruito, a volte appare stentato davanti all'orgia di veritÓ laceranti raccontate e documentate dagli ex partigiani e militanti. Wu Ming, il nuovo pseudonimo dei reduci dell'esperienza di Luther Blisset, non taglia giudizi sommari, ma lascia che sia il lettore a dire la sua.
In un periodo di confusione e pericolosi revisionismi, questo saggio contribuisce a portare una documentazione sensata e ricca di emozionalitÓ. Asce di guerra Ŕ un libro da leggere e da giudicare nella propria coscienza, magari proprio in questi mesi punteggiati da 'fallaci' esternazioni farneticanti oppure da saggi scritti da giornalisti con un passato ed un presente in odore di colonialismo, che si fregiano di prefazioni scritte da cantanti rap di gusto dubbio.
La rabbiosa testimonianza di Ravagli ci ricorda che la guerra non Ŕ uno scherzo oppure una scusa per vendere qualche copia in pi¨.


Simone Bardazzi  (13-11-2002)

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