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La passione dell'error mio
La passione dell'error mio
Filippo Tuena 
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Saggio, Italia 2002
217 pp.
Prezzo di copertina € 18,50
Editore: Fazi , 2002
ISBN 88-8112-327-4


Fazi

Un testo che ci riconduce alle ragioni intime ed esistenziali del massimo artista italiano del Cinquecento, attraverso le lettere, i carteggi, i testi con cui Michelangelo si confrontò col suo tempo e con i suoi contemporanei.

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La passione dell'error mio: Michelangelo, il dono della parola

Quanto emerge dagli oltre cento testi relativi agli ultimi trent'anni di vita di Michelangelo, commentati e narrati da Filippo Tuena, è sia la profonda solitudine del suo autore sia il conflitto, estenuante e a tratti violento, contro consuetudini e ovvietà, regole e compromessi, banalità e tradimenti dell'essere umano, nonché la paura di un fallimento bruciante e definitivo. Perché proprio questa, forse, è la parola finale del carteggio: il fallimento del Rinascimento, la rinuncia delle illusioni, la consapevolezza della fragilità umana. -Dalla terza di copertina

La passione dell'error mio è il secondo libro che lo scrittore romano Filippo Tuena dedica a Michelangelo, dopo la precedente biografia La grande ombra. Due testi di grande valore storico e documentaristico, ma che possiamo tranquillamente leggere come due godibilissimi momenti narrativi, per la forza, il calore, l'originalità che l'autore conferisce alla materia del suo racconto.
La tormentata e geniale esistenza di Michelangelo, i suoi difficili amori, le difficoltà quotidiane, la diversità, l'incomprensione dei suoi contemporanei. E soprattutto la lotta con l'angelo della creazione, le riflessioni spirituali, tutto rientra nel quadro di un ritratto umano di grande bellezza e maestosità.
Ci si chiede: chi fu davvero Michelangelo? Quali furono i meriti principali della sua figura storica, se Kant rintraccia nella vita di quello che rimane il maggiore tra gli artisti italiani del Cinquecento il primo, assoluto esempio di esistenzialismo?
Michelangelo scavalcò il suo e il nostro tempo, gettando il ponte verso il futuro dell'arte e dell'individualità. Cercò di essere libero oltre ogni misura, nella vita e nel pensiero, e le sue lettere rimangono quanto di più alto e di più elegante la prosa cinquecentesca possa annoverare tra i suoi innumerevoli esempi.
Pittore, scultore, scrittore, poeta, scenografo, il padre della Sistina ci consegna l'esempio di uno spirito libero e ribelle che non conobbe definizioni e confini. La scrittura di Filippo Tuena compie un prodigioso recupero e ci offre la vita dell'artista come un romanzo umano di grande fascino e bellezza. Ritornano gli echi del tempo, la vita della strada, la Roma del Rinascimento e soprattutto gli scambi intellettuali con artisti come Cellini, Vasari, Ammannati, Aretino e Angelini.
A corredare il tutto, le bellissime tavole in carta lucida contenenti i progetti delle Cappelle Sistina e Paolina, i bozzetti per la tomba di Giulio II, progetti e disegni che rimangono alla base di un'esperienza creativa senza limiti e senza tempo, all'insegna del genio e della volontà di lasciare un segno nel mondo.


Luigi La Rosa  (11-11-2002)

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