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Due maschere e un volto nudo
Due maschere e un volto nudo
Marco Di Tola 
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Racconti, Italia 2002
87 pp.
Prezzo di copertina € 7,75
Editore: Prospettiva , 2002
ISBN 88-7418-017-9


Prospettiva Editrice

Condizioni come la guerra e la prigionia, diverse ma entrambi terribili, sono in grado di scavare nell'animo umano. Lo depauperano, lo scoprono, lo espongono. All'uomo che ne è vittima si piegano le ginocchia, si rigano gli occhi, si incrinano gli equilibri che reggono il mondo della sua esistenza. Allora volano via le maschere, e rimane un volto nudo, quello vero. Un uomo così rischia di essere spazzato via. Trascinato da una forza inesauribile, dritto verso l'errore. Ma forse c'è ancora una via di salvezza...

Due maschere e un volto nudo parte da una condizione di prigionia fisica per giungere alla liberazione interiore dei personaggi, alla presa di coscienza di se stessi, attraverso un tratto linguistico limpido, pulito, essenziale, lontano da arabeschi e giochi di parole.


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Due maschere e un volto nudo: l'esordio di Marco di Tola

Non è la sola scrittura il segreto di questo breve romanzo d'esordio. E' anzitutto la coscienza di ciò che di profondamente psicologico e misterioso racchiude l'animo umano. E' la semplicità di una scrittura mai distante dal cuore e dall'emotività. E' la passione di costruire una storia attraverso la forza della confessione e della cronaca interiore.

E' bello scoprire degli autori che, pur essendo all'inizio del proprio percorso creativo, racchiudono già nella loro scrittura dei momenti di riflessione profonda, delle occasioni d'interrogazione esistenziale. E' sicuramente il caso di Marco Di Tola, alla sua prima esperienza narrativa con Due maschere e un volto nudo.
Un libro di breve formato, ma di grande intelligenza e originalità. Il racconto, nato da un nucleo tematico iniziale che si accresce pagina dopo pagina, si tramuta presto in una sorta di vaga confessione dell'essere, fino alla presa di coscienza dell'unica verità possibile: la forma interiore.
Nulla sembra presagire al giovane Paolo, in visita a Villa Damiani presso l'amico Daniele la strana avventura di cui si troverà presto protagonista. Un oscuro quanto provvidenziale rapimento, che se da un lato gli farà sperimentare il dramma della prigionia e la violenza fisica, dall'altro lo metterà davanti alla schietta realtà del proprio modo di essere e di pensare. La scrittura - condensata in diciassette lettere-confessione di grande lirismo e suggestione - diventerà lo strumento capace di far luce, di sondare le profondità del suo animo.
Una discesa agli inferi in chiave vagamente surreale e contemporanea, fino a quel territorio ancestrale e primissimo del sentire che permetterà all'autore di affermare: "Mi sento libero. Finalmente. Poiché in questi giorni è come se fossi morto millanta volte e altrettante volte nato, partorito dal ventre di tutte le madri del mondo. Ora so d'essere coscienza. Come so che mille altri uomini nasceranno per me in ogni angolo del mondo. E soffriranno per me. Fino a quando troveranno il coraggio di guardare dentro se stessi arrivando così alla coscienza. Perché la coscienza è un bene comune, disponibile, che racchiude l'intera conoscenza dell'universo".
Un esempio letterario, quindi, che parte dalla vita per circumnavigare l'uomo nella sua interezza e nella sua profondità. Per veder chiaro dentro la sua insondabilità, combattere la sua incomunicabilità. Il registro narrativo corrisponde esattamente alle esigenze del racconto: non lo prevarica mai, lo asseconda fin nelle pieghe più recondite. E' raro vedere tanta misura, tanta eleganza e soprattutto tanta disponibilità a imbattersi nelle difficili periferie dell'essere.
Marco Di Tola è un talento puro, un giovane che ci piacerebbe conoscere, avvicinare, per chiedergli di persona le motivazioni di tanto impegno. All'ombra della sua bella vena di narratore, non è difficile scorgere la lezione del Pirandello drammaturgo, acuto psicologo. I migliori auguri a chi è disposto, in modo così onesto, a fare i conti con le ombre e i turbamenti dell'essere uomini.


Luigi La Rosa  (14-08-2002)

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