?
lettera.com [libri con qualcosa di speciale dentro]
home
libri
articoli
archivio
Una irata sensazione di peggioramento
Una irata sensazione di peggioramento
Ottiero Ottieri 
blank
Romanzo, Italia 2002
184 pp.
Prezzo di copertina € 13,50
Editore: Guanda , 2002
ISBN 88-8246-485-7


Guanda

Milano-Torino. Due città, due realtà legate da un tragitto che assomiglia ad un grigio nastro d'asfalto. Milano-Torino, poli estremi di una solitudine umana che si estende per ben centottantaquattro pagine di accesa narrazione, quella di Una irata sensazione di peggioramento, il nuovo romanzo di Ottiero Ottieri, lo scrittore romano scomparso di recente.
Un romanzo che ci riporta il sapore aspro ma profondamente contemporaneo del vivere. Un libro fatto di luoghi e di città, di viaggi stralunati, di stanchezze e liberi pensieri. La vicenda (come negli altri libri di Ottieri, mai distante da quel fulcro tematico e ideologico che sono l'etica, il costume, il vivere, il dibattere) ci accompagna dentro le difficili giornate di uno scrittore, Pietro Mura, alle prese con la sua depressione strisciante, e con il tentativo di costruirsi un guscio immaginario fatto di parole. Un bozzolo in cui le parole abbiano un peso, una loro forza, una propria, difensiva compattezza. Che lo difendano da se stesso e dal mondo, dall'ignoranza collettiva. Che aprano spiragli accomodanti nel suo inquieto rapporto con il vivere.
Pietro Mura (probabilmente, molto più di un semplice alter ego del narratore) vive solo, ha lasciato Roma, costruisce meticolosamente il proprio isolamento dalla società. Siamo a Torino, questa Torino mai vista e mai ascoltata. Culla di una pseudomonarchia snob, assoluta e poggiata su rinnovabili primi ministri, e non costituzionale, furba e ovvia, ma spiritosissima, divertente, quel Monarca si destreggiava bene fra il salotto e l'ovvio. All'altro polo della sua perenne oscillazione: Milano, dove il cielo è grigio, notoriamente, come il fumo a Londra, e svaria dalla cartapesta, alla carta igienica, alla carta asciugante, alla carta copiativa, alla carta carbone, ad una splendente carta da zucchero. E' lattiginoso come uno yogurt senza fragole aggiunte, cioè senza il sapore delle nubi.


naldina naldina naldina naldina naldina

Una irata sensazione di peggioramento: Il canto nero dell'esistere

Pagine di malessere esistenziale e racconto di una solitudine nel nuovo, bellissimo romanzo di Ottiero Ottieri, il narratore romano scomparso da qualche giorno

Il romanzo di Ottieri si costruisce sulla ciclicità di lunghe andate e ritorni tra due città, pause in cui il pensiero si accende, medita risoluzioni, elabora riflessioni e ribellioni contro il potere occulto che domina il presente. Un pensiero libero, che brilla, ma che s'increspa sovente dentro le spire malvagie della malattia e della coazione, che sa accendersi di una ironia sottile, intelligente, perspicace, pronta a smorzare i toni se quello che si presenta all'orizzonte sembra essere fumo denso di tragedia.
E' l'Italia che reclama ancora un suo spazio narrativo, un suo interesse letterario, l'Italia di noi, tutti nessuno escluso, di noi che non siamo più irati, non siamo più arrabbiati, non siamo più incazzati e tanto meno cazzeggiamo. Noi siamo trasecolati, come la fondatrice del "Manifesto". Non sapevamo che questa fine Millennio che non finisce mai - mancano quarantacinque giorni al Capodanno cui abbiamo sempre pensato di non arrivare, siamo ancora più dei sopravvissuti di quanto avessimo sospettato -, non ce l'immaginavamo di subire tante brutte sorprese negli ultimi mesi del secolo breve, lungo, sbagliato, veritiero e menzognero ecc. secondo il punto di vista dei vari punti di vista.
Se la prosa di Ottieri si complica in alcuni punti fino a diventare arzigogolata, impervia, fino a condurci nei labirinti della sintassi con giri ed involuzioni espressive, lo fa proprio per raccontare, nella sua interezza intima e realistica, questa vecchia Italia di supermarket e telepiazze, per passarla attraverso il filtro di un'analisi spietata.
Con Ottieri si spegne un intellettuale sincero, colto, raffinato. Uno scrittore coraggioso, che ha avuto la lucidità di parlare liberamente, senza bavagli e senza remore, con la certezza di aver lasciato qualcosa di veramente importante. La magia, la freschezza, il sorriso disilluso che ci rimandano alle sue opere precedenti, celano tutto il vuoto e la sensazione di caduta familiari a chi ha la spregiudicatezza di attraversare la vita.


Luigi La Rosa  (29-07-2002)

Leggi tutte le recensioni di Luigi La Rosa


Vota il libro!
La media è 3.0 (20 voti)
 
mascherato  Il libro mascherato

Riteniamo che il sistema alimentare debba essere riorganizzato sulla base della salute: per le nostre comunit`, per le persone, per gli animali e per il mondo naturale.


newsletter news - lettera


cerca


Feed - lettera

rss RSS / atom Atom