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I giorni dell'abbandono
I giorni dell'abbandono
Elena Ferrante 
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Romanzo, Italia 2002
211 pp.
Prezzo di copertina € 14
Editore: e/o , 2002
ISBN 88-7641-486-X


edizioni e/o

Olga, una donna giovane ed appagata dalla sua tranquilla vita familiare, viene improvvisamente abbandonata dal marito e precipita in un abisso denso ed oscuro, fatto di umiliazione, domande e soprattutto Dolore.
Una storia che sonda la profondità e l'ambiguità dell'animo femminile, mettendone alla luce la insopprimibile forza e la capacità di saper riemergere anche dagli abissi più negativi.


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I giorni dell'abbandono: una storia semplice, arcaica

Volevo che amasse il mio corpo dimenticandosi quello che si sa dei corpi. La bellezza, pensavo in ansia, è quest'oblio.

Una storia semplice, arcaica. Una storia che si ripete, e che è il contenuto di mille e mille romanzi di ogni genere e foggia: da ombrellone, da lettura impegnata, da manuale di sopravvivenza.
L'abbandono, il tradimento: questo è quanto.
Eppure I giorni dell'abbandono dista anni luce dalla reiterazione della più banale delle avventure femminili.
Elena Ferrante ha il dono dell'entomologo: l'oggettività, la distanza quasi scientifica nel guardare con un'impressionante lucidità alla banalità di una situazione.
Quello che ne viene fuori è sorprendente e si chiama anima, anima di Donna.
Olga, la protagonista, vive come sospesa i giorni dell'abbandono, perde il senno e intraprende un percorso di rinnovamento a partire dalla perdita.
L'atmosfera è sulfurea, corporea, densa di elementi ricchi di fisicità e crudezza.
Stupisce come una prosa tanto diretta e all'apparenza asettica riesca a lasciare uno spazio così ampio per la riflessione.
Quello che si ricorda non è tanto l'episodio in sé che, pagina dopo pagina, si assesta sullo sfondo della narrazione, quanto il percorso verso gli Inferi che la protagonista compie, affondando nelle profondità della femminilità, della sofferenza e dell'ossessiva analisi di sé.
Ogni donna porta con se stessa un corpo, e spesso è a partire da un input quasi banale che si scatenano forze oscure e primordiali, forze fisiche, prima ancora che emozionali.
Olga sperimenta questa forma di potenza/dipendenza dopo essere stata lasciata, ma non abbandona il nucleo essenziale della sua individualità, e saprà "venirne fuori", fortificata e rinnovata nel dolore.
I giorni dell'abbandono è un libro avvincente e coinvolgente: un esempio di vita, prima ancora che una storia.
Da leggere.


Martina Montauti  (01-07-2002)

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