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Benvenuti in Italia
Benvenuti in Italia
Daniele Luttazzi 
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Satira, Italia 2002
189 pp.
Prezzo di copertina € 9
Editore: Feltrinelli , 2002
ISBN 88-07-84011-1


Scheda Feltrinelli

Una raccolta fulminante di battute, monologhi e racconti brevissimi intrisi di un'ironia devastante ed amara. Difficile riassumere una trama che non c'è, o meglio che si riassume nell'assunto del titolo stesso: Benvenuti in Italia. Una sorta di guida dettagliata alle brutture del nostro paese, ma anche un'efficace guida turistica per chi deciderà di trascorrere le sue vacanze negli Stati Uniti. Politica e sesso sono fra i temi fondamentali di questo lavoro, che mostra appieno la lucidità del suo autore. Una satira scritta che mantiene intatte le caratteristiche dello stile televisivo e teatrale di Luttazzi, caratterizzato da una straordinaria proprietà dei tempi comici. Una comicità surreale e visionaria, che procede per paradossi tanto collaudati da diventare iperrealista. Un affresco credibile dell'Italia dei nostri giorni, forse più di tanti saggi e testi in circolazione, redatti da insigni opinionisti. L'alternanza di temi, fra sesso e politica, snellisce il testo, ma al contempo lo rende ancora più graffiante.
Durante la lettura si ride, e soprattutto ci si indigna.


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Benvenuti in Italia: "Le opinioni espresse dal Capo del Governo non rispecchiano necessariamente quelle degli abitanti."

"Caro Daniele, compri film porno?" "Mai. Li guardo in albergo. Le tv degli alberghi offrono film porno. Ma non guardo il film intero, guardo solo il trailer di due minuti. Che è tutto quello che mi serve. Non lo guardo tutto perché è imbarazzante il giorno dopo quando vai a pagare la stanza. 'Questo è il conto, signor Luttazzi. Più 18mila lire per Lesbiche vampire a Gomorra.' 'Ma io non ho guardato nessun film porno!' 'No? Vuole vedere il filmato della telecamerina nascosta dove si vede lei che si masturba?'"

Quattro anni e quarantuno miliardi di vecchie (care, come direbbe qualcuno) lire ci separano dal probabile ritorno sulle scene di Daniele Luttazzi, uno dei migliori autori satirici nazionali. Tanti, infatti, sono i soldi che sono stati richiesti da varie parti a questo attore-autore per aver commentato la fatidica intervista a Marco Travaglio con la frase "Lei è un giornalista libero in questo paese di merda". Molte persone sono state infastidite da quella frase così volgare. Evidentemente molti hanno pensato: "C'era proprio bisogno di dire giornalista libero sulle reti pubbliche?". Questo libro conferma ancora una volta la bravura e l'intelligenza dell' autore ed è anche una delle poche possibilità che ci sono consentite (oltre che recarsi a teatro) di seguire il suo lavoro. Uno stile personalissimo, che ha trovato la propria strada fra Letterman, Bruce e Dario Fo, riuscendo ad essere completamente indipendente da qualsiasi corrente. Luttazzi risulta sgradito a molti, e questa è una lampante riprova della bontà della sua opera di autore satirico, dal momento che non conosciamo ancora nella storia di questo genere letterario e teatrale il nome di uno che sia stato amato da tutti.
Rispettato forse, ma amato?.


Simone Bardazzi  (13-05-2002)

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