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Alias Bob Dylan-L'odissea dei nuovi Dylan
Alias Bob Dylan-L'odissea dei nuovi Dylan
Marco Denti 
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Saggio, Italia 2001
193 pp.
Prezzo di copertina Lit. 24000
Editore: Selene , 2001
ISBN


Selene

Chi erano Elliott Murphy, John Prine, James Tallery, Dirk Hamilton, Steve Forbert e Willie Nile? Nomi che avrebbero potuto appartenere ad anonimi figli dell'America orfana di Bob Dylan, eppure non fu così. Non furono anonimi nè orfani di Bob Dylan ma piuttosto sue vittime involontarie. Questo perchè furono chiamari songwriters, storytellers, folksingers, o meglio, in parole povere, Bob Dylan. Già, eppure perchè non sono considerati miti, profeti e poeti? Cos'ha avuto in più di loro il vero Bob Dylan?
Domanda lecita a cui Marco Denti tenta di rispondere ripercorrendo la carriera di questi "sei personaggi in cerca d'autore" ma non solo, trovando molteplici denominatori comuni. La risposta più citata e più condannata, però, è il cosìddetto "show biz", un'arena di discografici pronti a fare a brandelli il sogno, "l'american dream", di decine di ragazzi di provincia con una chitarra ed un'armonica che dopo un effimero successo e l'etichetta di Nuovo Dylan sono abbandonati al proprio destino segnato per lo più dall'indifferenza.
Tutto ciò accadeva negli anni '70-'80 per la necessità di coprire la grande ombra lasciata da Dylan, accade ancora oggi anche se non ci sono più miti ma i sogni resistono ancora.


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Alias Bob Dylan-L'odissea dei nuovi Dylan

Se cresci in una casa in cui il concetto di arte è limitato ai venti minuti in una scuola che odi, l'energia del rock'n'roll è semplicemente incredibile. C'è una piccola barriera che viene abbattuta, una barriera nella coscienza. Il rock'n'roll ha raggiunto tutte quelle case dove non c'erano nè musica nè libri, nè nient'altro. Si è infiltrato nel tutto.

"L'America è l'unico paese in cui tutti hanno il diritto di fallire" ma i nuovi Dylan non fallirono. Loro continuarono e continuano tuttora a scrivere canzoni e a raccontare le storie quotidiane.
Ciò che fallì fu l'utopia di un nuovo Dylan, la trovata commerciale, l'ingenuità dei manager e dei produttori che speravano di poter sostituire Bob Dylan nella mente di milioni di persone poichè a loro faceva comodo. Ma in quegli anni l'America piangeva ancora il fondatore del ROCK'N'ROLL (Elvis, naturalmente). Mentre la maggior parte degli americani vedeva ancora il suo fantasma dietro l'angolo e sentiva le leggende metropolitane sulla fine fatta da Dylan, sul "palcoscenico" si alternavano i nuovi Dylan che spesso restavano tali per una sera o poco più. Furono solo abbagli dei discografici, ed oltre che per quest'ultimi ebbero conseguenze negative anche per sè stessi e per Dylan.
Tutto ciò è raccontato da Marco Denti con una perfezione e un'attenzione ai dettagli tipica di un giornalista che senza fronzoli ci mostra la situazione com'era, com'è e come sarà, perchè si è già capito che ai discografici non basta un solo sbaglio per potersi e volersi correggere.


Erica Albarello  (23-12-2001)

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