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Un giorno dopo l'altro
Un giorno dopo l'altro
Carlo Lucarelli 
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Giallo, Italia 2001
264 pp.
Prezzo di copertina Lit. 16000
Editore: Einaudi , 2000
ISBN




La maestria narrativa di Lucarelli raggiunge il suo punto piú alto, sull'onda di una struggente malinconia che ha le note di una famosa canzone di Luigi Tenco. Almost Blue ha portato fortuna a Grazia Negro: adesso è ispettore della Squadra catturandi di Palermo, sulle tracce di un killer che entra ed esce dalle autostrade, come dalla Rete, cambiando identità. Vittorio è un killer professionista, quasi infallibile. Nasconde le sue imprese criminali facendosi credere un rappresentante di commercio, sempre in giro per autostrade. Capace di mascherarsi e di assumere identità diverse, offre i suoi servizi professionali via internet con il nome di Pit Bull. Roberto è un ragazzo che per poche lire controlla gli account della posta di un server di provincia; soffre d'insonnia, è cronicamente depresso e ha un pit bull, che non sa a chi rifilare. Grazia è la Grazia Negro di Almost Blue, adesso sulle tracce di Jimmy Barracu, nascosto in un appartamento di Bologna. Poi tutto accelera: Barracu viene ucciso da un uomo con due volti diversi e c'è un ex brigadiere dei carabinieri cui un uomo ucciso da una bomba ha detto qualcosa che gli è costata la carriera. Soprattutto, Roberto pensa di aver trovato un padrone per il suo pit bull e risponde alla e-mail sbagliata. La struttura e lo stile del nuovo romanzo di Lucarelli ricordano Almost Blue: capitoli paralleli con infiniti punti di vista e una narrazione tesa e veloce, sensibile ai modi della percezione di solito poco usati in letteratura (i suoni e le luci, appunto, il buio e il silenzio) e molto legata alla musica. L'azione è ambientata fra Bologna e altre città d'Italia, ma soprattutto fra due non luoghi affascinanti e paradossali: la rete e le autostrade.

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Un giorno dopo l'altro

L'Italia delle città e delle strade, una poliziotta determinata, un ragazzo che per caso intercetta il messaggio sbagliato, un assassino di professione che non somiglia a nessun altro. Tre solitudini si intrecciano in una caccia all'uomo che diventa affresco corale, un tappeto visionario dove suoni e immagini si fanno scrittura.

Ancora una volta Carlo Lucarelli costruisce un romanzo lungo le note di una canzone, ancora una volta lo ambienta a Bologna ma in realtà in due non luoghi classici della letteratura post moderna e cioè l'autostrada e la rete. Ed è la malinconia della musica e delle parole di Tenco a dare non solo il titolo al libro, come già succedeva con Miles Davis e la sua "Almost Blue", ma, e soprattutto, a definirne l'atmosfera.
"Un giorno dopo l'altro" somiglia moltissimo, forse anche un po' troppo, ad "Almost Blue", lo scrittore ripete la struttura della precedente avventura di Grazia Negro, un killer inafferrabile e spietato, un ragazzo che nella storia capita per caso e che sarà la chiave per la soluzione, una canzone che fa da colonna sonora cadenzando lo svolgersi degli eventi. Eppure la somiglianza è la vera forza di questo romanzo, è "familiare" al lettore e permette di scendere a fondo nei personaggi e nelle loro sensazioni, nelle paure, nei dubbi, negli stati d'animo. E i personaggi sono esseri umani e tutti, ciascuno a suo modo, devono fare i conti con l'amore.
Grazia che ora convive con Simone, il giovane cieco di cui si era innamorata in Almost Blue, chiedendosi se sia vero amore il suo, e, poliziotto-donna, continuamente si scontra con la propria femminilità. Quanto poco è poliziotto e quanto invece è donna, è femminile e fragile quando alla fine, sola, dovrà lottare contro l'assassino.
Alex moderatore part-time di una chat line, che nella rete si imbatterà nel killer, Alex che soffre per un amore finito ed è incapace di immaginarne un altro, non trova la forza di reagire nè di agire, è immobile nella sua vita.
Vittorio, il personaggio migliore del romanzo, il killer spietato solo a prima vista stereotipato e "americano", figlio modello di una madre opprimente, fidanzato modello di una ragazza per bene, attore consumato dai mille travestimenti, che sembra essere veramente vivo solo quando percorre in macchina le autostrade deserte immerso nelle sue solitarie riflessioni. E infatti quando Vittorio, guidando di notte, riflette su ciò che si può o non si può fare seduti al volante di un'automobile o del fatto che in macchina le cose, le persone non sono mai di fronte, ma solo lateralmente o alle spalle, riflesse dallo specchietto retrovisore il romanzo raggiunge il suo apice con una semplicità davvero sorprendente. E però "un giorno dopo l'altro la vita se ne va" canta Luigi Tenco e il lettore è Alex, è Grazia, è Vittorio, ne condivide le paure e i dubbi, ne riconosce le sofferenze. Lucarelli sa raccontarci il fastidio fisico, l'insofferenza, l'ingombrante presenza degli oggetti di ogni giorno, la presenza solida delle cose e delle persone, delle frasi ripetute all'infinito, del passato che portiamo sempre con noi come un peso sulle spalle. Il suo romanzo è pervaso di tristezza, comunica tristezza. Ma alla fine trova la risposta e la trova in Alex, non a caso l'unico dei tre a parlare in prima persona, Alex che si muove, che spezza la sua immobilità e parte alla ricerca della donna che ama. Se è vero che la vita non si ferma, l'unica possibilità, semplicemente, è percorrerla, proprio come un'autostrada.


Domenico Spilinga  (14-12-2001)

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