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Il nespolo
Il nespolo
Luigi Pintor 
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Romanzo, Italia 2001
118 pp.
Prezzo di copertina € 9,50
Editore: Bollati Boringhieri , 2001
ISBN 88-339-1311-2


Bollati Boringhieri

"L'occidente sa per esperienza che la ricchezza delle nazioni è impastata di lacrime e sangue e non è questa la particolarità che faceva di Stalin un nemico mortale. Fu una questione di concorrenza indebita"

naldina naldina naldina naldina naldinagrigio

Il nespolo: molte sfumature dell'animo umano, tranne la felicità

"Il male ha una fantasia illimitata"
"La commozione si impadronisce di grandi folle quando non costa nulla, non implica responsabilità ed è priva di conseguenze"


E' probabilmente l'ultimo libro di una trilogia composta da Servabo e La signora Kirchgessner. Ultimo non tanto per motivi anagrafici, nonostante l'autore non sia, come noto, un giovanotto di primo pelo, ma per il tono disperato e ultimativo con cui svolge quelli che sono una sorta di appunti di viaggio, in senso temporale invece che geografico. "Giano ha cento anni e ha deciso di sedersi sotto un nespolo a contare i giorni senza più cedere alle tentazioni mondane(...) all'anagrafe non risulta che Giano sia così attempato e anche i suoi conoscenti ne dubitano trovandolo stralunato ma in buona salute. La parola di un gentiluomo vale tuttavia più di un certificato di nascita e va rispettata."
Considerazioni amare di una vita travagliata dal punto di vista affettivo-familiare e impegnatissima sul versante politico sociale. E si percepisce tutta la disperazione di un uomo afflitto da troppi lutti, la scomparsa di persone care e il tramonto del sogno collettivo di un mondo un pò meno ingiusto e crudele. L'autore infatti è stato prima, per tanti anni, giornalista di spicco dell'Unità e nel 1971 uno dei fondatori del Manifesto.
Una piccola opera in cui sono rappresentate molte sfumature dell'animo umano, tranne la felicità. Lo immagino ben pesante il fardello di chi ha passato una vita ad affinare la capacità di capire il mondo per poterlo cambiare. E si vede costretto dalla storia e dall'età a spendere le sue capacità solo per farsi una ragione di quello che lui non potrà più cambiare. Dalla propria decadenza fisica al trionfo del capitale.
Ciò non toglie che la lettura sia estremamente piacevole. Brevi descrizioni, argute considerazioni, tanti dubbi, riescono a produrre nel lettore una continua riflessione sui grandi temi dell'uomo. E anche se ci racconta la storia di uno sconfitto, in fondo ci indica l'unica strada possibile per attraversare la vita, quella della consapevolezza e dell'impegno. Come a dire che se cerchiamo di cambiare e di costruire quello che forse non ci sarà mai ci condanniamo all'infelicità, ma se sprechiamo il tempo nella stupida accettazione dell'esistente scegliamo di non vivere.


Sirio Paccino  (09-10-2003)

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