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Assassini dei giorni di festa
Asesinos de los dìas de fiesta
Marco Denevi 
blank
Romanzo, Argentina 1999
176 pp.
Prezzo di copertina Lit. 15000
Traduzione: Angelo Morino
Editore: Sellerio , 1999
ISBN



www.alice.it/cafeletterario/113/cafenov.htm
Gli assassini dei giorni di festa non sono quelli che mettono le bombe di domenica, o a natale. Sono sei fratelli con una bizzarra abitudine: partecipare a veglie funebri, intrufolarsi nelle vite e nelle emozioni altrui. Arrivano, prendono tutto quello che possono (e che non possono), distruggono, fanno i bagagli, ripartono. Una storia complessa, dei personaggi tutti diversi, strani, inquietanti, a tratti simpaticissimi, a volte romantici, spesso foschi e cupi. Le vendette del destino, gli imprevisti che rendono all'improvviso bella o brutta la vita. I sentimenti, che cambiano le cose, le situazioni, le persone.

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"Assassini dei giorni di festa": sei fratelli con un hobby

Una originalissima metafora dell'amore, ambientata in una livida Buenos Aires, che porta con se' uno splendido insegnamento: "I cuori privi d'amore diventano crudeli, avidi e feroci come soldati stranieri in una città vinta"....

Quelli che uccidono, rovinano, usurpano i giorni di festa non sono quelli che sparano ai nostri parenti o minacciano i nostri amici a pasqua, a ferragosto, o di domenica. Gli assassini dei giorni di festa sono sei fratelli con una particolarissima abitudine: partecipare a funerali e a veglie funebri di uomini ricchi e famosi, entrare nel dolore degli altri, intrufolarsi nelle vite, nelle emozioni, nel dolore altrui con distacco e indifferenza. Loro arrivano, prendono tutto quello che possono (e che non possono), con leggerezza distruggono, fanno i bagagli, poi vanno via. Una storia piacevolmente, assurdamente complessa, dai toni nerissimi, con personaggi tutti diversi, strani, inquietanti, a tratti simpaticissimi, a volte romantici, spesso foschi e cupi. Un romanzo in cui chi non ama diventa infelicemente protagonista e mostra una maschera di indifferenza per meglio nascondere il proprio arido, insano volto. Per l'assassino dei giorni belli la vita non è che un gioco in cui l'unico premio è soddisfare vanità, orgoglio, avidità. Chi non prova amore non ha paura, non soffre, non ha nulla da perdere, ascolta soltanto la voce dell' egoismo. Eppure, anche chi non ama vedrà le vendette del destino, gli imprevisti che rendono all'improvviso bella o brutta la vita, e soprattutto sarà catturato dai sentimenti, che capovolgono la prospettiva delle cose, ribaltano i cuori, annebbiano le menti, cambiano il colore e il significato alle situazioni. Una originalissima metafora dell'amore, ambientata in una livida Buenos Aires, che porta con se' uno splendido insegnamento: "I cuori privi d'amore diventano crudeli, avidi e feroci come soldati stranieri in una città vinta"....

Concetta A. Colavecchio  (08-03-2001)

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