Intervistare Enrico Monti, traduttore di Richard Brautigan per ISBN, è stata la cosa più vicina a Richard Brautigan che io abbia mai fatto. Considerato che il buon Richard è morto nell'84, va bene così. Di certo c'è che Enrico Monti ha rappresentato, per gli scritti di Brautigan, la prima opportunità di una rivalutazione critica e continua, cosa che purtroppo non era potuta accadere - credo - con Marcos y Marcos per via delle alterne fortune che lo scrittore americano ha avuto qui da noi. Ma, è ovvio, consiglio di recuperare ogni scritto di Brautigan, da Pesca alla trota in America (MyM) fino a 102 racconti zen (Einaudi, addirittura!) passando per Il mostro degli Hawkline (ISBN).
Innanzitutto, come ti sei imbattuto in Richard Brautigan? E come mai la ISBN ha deciso di pubblicare i suoi inediti in Italia?
E' successo un po' di anni fa negli Stati Uniti. Vivevo vicino alla "sua" San Francisco e mi sono imbattuto in libreria nella copertina di Trout Fishing in America, con Brautigan in posa davanti alla statua di Benjamin Franklin. Mi ha incuriosito il fatto che il libro cominciasse proprio dalla descrizione della copertina. Così l'ho letto, mi ha spiazzato, divertito e invogliato a leggere altre cose sue. Quando qualche anno dopo ho cominciato a interessarmi di traduzione, mi è venuta voglia di tradurre un suo libro che mi era piaciuto molto e che era ancora inedito in Italia (sarebbe diventato American dust. Prima che il vento si porti via tutto). L'ho proposto a Marcos y Marcos, che all'epoca pubblicava Brautigan, ma senza troppa fortuna; meglio è andata con l'allora neonata ISBN e da lì il progetto ha preso il via. Dopo quel primo libro nel 2005, ISBN ha deciso di pubblicare altri inediti di Brautigan, facendone uno dei suoi autori di punta: così sono venuti Una donna senza fortuna - Viaggiando all'indietro con due camicie soltanto (2007), Il mostro degli Hawkline (2008) e, in cantiere per i prossimi mesi, il suo primo romanzo, A Confederate General from Big Sur.
Brautigan ha scritto molte parodie (del poliziesco, del porno, del gotico e del western con Il mostro degli Hawkline). I suoi pasticci sembravano l'unico modo che aveva di scrivere, alle volte, e così anche il magico La casa dei libri a un certo punto mutava in un inquietante e doloroso reportage su un aborto clandestino. Mi chiedo due cose: è stato un precursore? o è tutto merito del fatto che da giovane Brautigan era stato aiutante di un inventore (a proposito, è vero?)
Le parodie e il pastiche sono per Brautigan una risposta non-dotta alla percezione dotta della fine dei generi tradizionali, sentita da una parte della nuova letteratura americana sul finire degli anni sessanta e "sancita" dal saggio di Barth sulla letteratura dell'esaurimento nel 1967. Brautigan è stato tra i primi a rivisitare sistematicamente la parodia come possibilità espressiva in una serie di romanzi che ha scritto a partire dalla fine degli anni sessanta. Le radici di questa sua scelta vanno cercate da un lato nella sua vena comica (virata progressivamente verso il tragicomico) e dall'altro proprio in quel senso di sfiducia verso i generi convenzionali, che è poi all'origine di molte delle sperimentazioni della letteratura americana di quegli anni.
Per quanto riguarda l'esperienza di aiuto-inventore, pare da alcune testimonianze che effettivamente lo sia stato per un breve periodo negli anni sessanta: chissà, forse certe folli alchimie de Il mostro degli Hawkline sono nate proprio lì.
In Pesca alla trota in America, Brautigan fa riferimento alla follia come a una sorta di rifugio, anche fisico. Alcuni dei suoi personaggi pensano di passare l'inverno al caldo di un manicomio. Quanto la schizofrenia paranoica di cui sembrava soffrire Brautigan influenzò le sue opere, secondo te? E l'uso di alcol o droghe? Considerato anche che pare fosse affetto da Fetal Alcohol Syndrome.
Non so onestamente se soffrisse di questa patologia; quel che è innegabile è che aveva gravi problemi con l'alcol, specie negli ultimi anni della sua vita. Meno con le droghe, di cui a quanto pare non fu mai assiduo consumatore, nonostante abbia vissuto in prima fila la stagione psichedelica della Summer of Love. Senza indulgere in una lettura biografica della sua opera, non è difficile trovarvi, più o meno trasfigurati, echi dei traumi della sua infanzia, e certe pulsioni paranoiche sono evidenti a diversi livelli nella sua scrittura.
Si dice che Brautigan abbia avuto la fortuna/sfortuna di appartenere a più movimenti contemporaneamente (beat, hippy, poi chissà). Io dico che - nonostante negasse - lui era soprattutto un indomabile surrealista, un fondamentalista dell'immaginazione. E che, semplicemente, era più a suo agio con la poesia e la canzone che col romanzo.
Di sicuro è sempre rimasto un outsider. Cresciuto tra i beat di North Beach, che però non l'hanno mai preso troppo sul serio, è poi diventato per un po' l'icona degli hippy di Haight Ashbury, salvo prenderne le distanze quasi subito. Al di là delle etichette, come dici tu, l'immaginazione era senza dubbio la sua dote migliore e quella che più ti colpisce nelle sue pagine. E quell'immaginazione trova forse nella poesia un campo d'applicazione privilegiato, un terreno dove l'immagine insolita, la metafora originale riescono a emergere incontrastate. Alla narrativa Brautigan è arrivato solo più tardi e spesso i suoi romanzi, peraltro solitamente brevi e ibridi, procedono per episodi, per racconti, per lampi d'immaginazione concatenati fra loro, finendo per virare progressivamente verso altri campi dell'immaginazione, verso altri generi.
Di tutti i Brautigan pubblicati in Italia, quelli della ISBN sembrano i più curati - a partire dal fatto che sono tradotti da un'unica persona, e cioè tu. Com'è stato e com'è tradurlo? Nelle note a Una donna senza fortuna - Viaggiando all'indietro con due camicie soltanto parli sostanzialmente di un equilibrio tra ingenuità, semplicità e improvvisi spunti poetici (come isole di parole).
Brautigan ha avuto in Italia alcuni illustri traduttori, da Riccardo Duranti (traduttore di Carver) per il primo Pesca alla trota in America (ora purtroppo fuori commercio), a Pier Francesco Paolini (traduttore di Vonnegut e Bukowski), a Pietro Grossi (l'autore di Pugni).
La consapevolezza dell'esistenza di altri stili di vita mette a disagio, dal momento che rappresenta una sfida alla modalità quotidianamente accettata e praticata senza porsi domande né dubbi.