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Speciale J.T. Leroy
David Frati - 11-12-2004

Seguiamo uno degli scrittori più interessanti degli ultimi anni nel suo viaggio dall’Inferno ai salotti ‘buoni’. Senza perdere la tenerezza?

"J.T. è uno scrittore fantastico. In questi anni così poveri e privi di grandi uomini i suoi libri sono tra i pochi che resteranno nel tempo"
Tom Waits

“Cosa saresti adesso se non fossi diventato uno scrittore?”
J.T.: ”Sarei morto. Davvero.”

Il ragazzo è sdraiato mollemente sul letto. Capelli biondi tagliati quasi a caschetto, gote vellutate, labbra piene. Gli occhi sono coperti da una mascherina nera, dai buchi filtra solo l’impressione di uno sguardo, non si sa se malinconico. Un lieve sorriso, come una increspatura nell’acqua. Indossa una magliettina di cotone color lampone e biancheria intima femminile, seta su pelle diafana e liscia. Il suo bisogno di essere desiderato è quasi palpabile. Come se niente fosse, il ragazzo assume una posa ancora più lasciva. E stavolta si capisce, che sorride.
Pare impossibile che il ragazzo sia uno scrittore. Sembra piuttosto il personaggio di un romanzo. Ma chi è davvero quella giovane creatura transgender che ammicca in pose languide dalle foto pubblicate da una rivista patinata?
Jeremiah LeRoy nasce il giorno di Halloween del 1980 in un paesino del West Virginia. J. è Jeremiah, T. sta per Terminator, il nickname che utilizza da sempre su internet. La madre di J.T., Sarah, nel 1980 ha 14 anni e vorrebbe abortire. Il padre di J.T., in trip con la Bibbia, lo impedisce. Appena nato, il bambino viene dato in affidamento ad una famiglia adottiva in quanto la madre è ritenuta "inadatta al ruolo di genitore". I primi 4 anni di vita di J.T. passano sereni e tranquilli in una famiglia tutto sommato ‘normale’. Appena maggiorenne, Sarah fa causa alla famiglia adottiva, la vince e si riprende J.T.: una prostituta adolescente tossica e un bambino biondo iniziano una strana, terribile vita insieme fatta di fughe, amore, violenze, vestiti da femminuccia, ‘zii’ arrapati e povertà. Dieci anni volano via, e cambiano J.T. per sempre. A 14 anni è a San Francisco, Sarah se ne è andata chissà dove per ‘fare l’attrice’ e lui batte il marciapiede. Incoraggiato dallo psicanalista Terrance Owens, che lavora in un centro di assistenza per homeless ed emarginati molto attivo nelle zone di San Francisco frequentate dai ragazzi di vita, J.T. inizia a scrivere del suo passato, dei suoi sogni, delle sue paure. Owens mostra i foglietti pieni di scrittura fitta fitta ad un suo vicino di casa che fa l’agente editoriale, e miracolo: dopo qualche tempo esce Sarah, libro terribile e magico al tempo stesso, non solo crudo realismo ma talento cristallino. “Una cosa che ho capito è che non basta aver sofferto. Una volta stavo cercando di rubare un libro. Un tipo se ne accorse e cominciò a seguirmi. Allora, per non sembrare un ladro, gli chiesi se aveva dei libri trasgressivi, una parola che avevo appena imparato. Mi diede il libro di uno che era stato in prigione e aveva scritto della sua esperienza. Aveva avuto una vita veramente orribile, ma scriveva così male che non me ne importava niente”.
La ruota della vita gira, ora J.T. è vezzeggiato dalla critica, adorato dalle pop star (i Garbage scrivono addirittura una canzone, su di lui, "Cherry Lips"), sponsorizzato da grandi nomi della cultura americana come Dennis Cooper, Tom Waits e Suzanne Vega. Il bambino travestito da bambina ora è (anche) un fenomeno mediatico. Un po’ elephant man un po’ Peter Pan, viene portato in trionfo come si faceva nel Medioevo con certi bambini sacri: tutti si spintonano, sgomitano per toccarlo, come se la sua pelle di latte avesse virtù taumaturgiche, come se con la sua infanzia di droga, sesso e violenza avesse preso sulle sue spalle tutti i peccati del mondo, purificando gli altri. J.T. Leroy è l’agnello di Dio, e fa anche chic, che non guasta mai. Certo, qualche amicizia sincera c’è, persone che hanno veramente a cuore il destino del ‘sempre piccolo’ J.T., però accanto ai rapporti veri viaggia anche una strana febbre da parte del nostro Terminator, che forse per un comprensibilissimo bisogno d’affetto e per la paura dell’abbandono, sembra sempre compulsivamente a caccia di amici vip (e di gente comune, a dir la verità). Comunque l’ipocrisia dello show business e qualche amicizia non proprio spontanea sono sempre meglio dei sedili dei camion, tutto sommato.
J.T. Leroy: grande scrittore, essere umano ferito, identità fluida e mutante, icona pop controvoglia (dice lui). In attesa di distribuzione nelle sale cinematografiche c’è anche un film, “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa”, diretto e interpretato da Asia Argento (italica musa del maledettismo) con Peter Fonda, Ben Foster, Marilyn Manson, Ornella Muti, Kip Pardue, Mike Pitt, Jeremy Renner, John Robinson e Winona Ryder. Ai Festival di Cannes e Toronto ha raccolto critiche così così, ma questo non vuol dire.

"Odio scrivere. Se fossi un corridore, camminerei con le stampelle. Odio iniziare. Una volta che ci sono dentro, beh, ci sono dentro ed è fico".
mascherato  Il libro mascherato

La consapevolezza dell'esistenza di altri stili di vita mette a disagio, dal momento che rappresenta una sfida alla modalità quotidianamente accettata e praticata senza porsi domande né dubbi.


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